La Corte d’appello cancella la decadenza per la presidente sarda Alessandra Todde. Confermata invece la multa da 40mila euro

Niente decadenza per Alessandra Todde, che resta presidente della Sardegna, anche se dovrà pagare una sanzione da 40mila euro. Esulta M5s mentre la destra mastica amaro

La Corte d’appello cancella la decadenza per la presidente sarda Alessandra Todde. Confermata invece la multa da 40mila euro

Alessandra Todde resta presidente della Regione Sardegna. Ieri la Corte d’Appello di Cagliari ha infatti parzialmente riformato la sentenza di primo grado del collegio elettorale di garanzia che aveva emesso un’ordinanza-ingiunzione al Consiglio regionale sardo per dichiarare la decadenza della governatrice. Confermata invece la sanzione pecuniaria di 40mila euro.

Ci furono errori nei rendiconti ma non si deve rivotare

Per i giudici d’appello ci sono stati sì errori nei rendiconti della campagna elettorale per le Regionali, ma non ci sono i presupposti giuridici affinché i sardi tornino alle urne. “Il giudice non può fondare la propria decisione su fatti diversi da quelli contestati dall’amministrazione, pena la violazione del diritto di difesa”, si legge nella sentenza di ieri.

Il Tribunale, infatti, aveva riqualificato d’ufficio la condotta segnalata dal Collegio elettorale di garanzia come “omessa presentazione” del rendiconto, ma la Corte ha chiarito che tale mutamento è illegittimo in assenza della procedura corretta: la sanzione della decadenza, si legge in sentenza, può scattare solo “nonostante la diffida a adempiere” entro 15 giorni, atto che il Collegio di Garanzia non aveva mai inviato.

Per queste ragioni, la Corte ha “dichiarato la nullità della sentenza impugnata nella parte in cui ha accertato la violazione dell’art. 15, comma 8” (ovvero la norma sulla decadenza). I giudici hanno tenuto conto anche dell’intervento della Consulta su questa vicenda. Nella sentenza si legge che la Corte d’Appello “prende atto dell’annullamento – con sentenza n. 148/2025 della Corte costituzionale – dell’ordinanza-ingiunzione del Collegio di garanzia elettorale per la Regione Sardegna del 20 dicembre 2024 nella parte in cui ha accertato la sussistenza dei presupposti per la decadenza dalla carica e ha disposto la trasmissione del provvedimento al Presidente del Consiglio regionale per la procedura di competenza”.

Confermata invece la sanzione pecuniaria

Se la carica è salva, la responsabilità amministrativa è stata invece pienamente confermata, così come la sanzione da 40mila euro. La difesa di Todde aveva sostenuto di aver presentato una “dichiarazione a zero” perché tutte le spese erano state gestite dal Comitato elettorale M5S. La Corte ha però respinto questa tesi con fermezza, stabilendo che “i contributi e i servizi forniti da tale Comitato a Todde devono essere giuridicamente qualificati come finanziamenti ricevuti da un soggetto terzo“.

Per i magistrati, il candidato non può schermarsi dietro un comitato, specialmente se questo raccoglie fondi da privati. La sentenza sottolinea che l’uso di un comitato come intermediario “ha interrotto la catena di tracciabilità, generando una lacuna informativa”. In merito ai finanziamenti ricevuti tramite piattaforme online, i giudici hanno rilevato che “non è stato possibile collegare in modo univoco le singole donazioni ricevute tramite PayPal con specifici accrediti sul conto corrente”, rendendo impossibile verificare come tali somme siano state realmente impiegate.

Nel confermare la multa di 40mila euro, la Corte ha definito le violazioni come “sostanziali e rilevanti”, tali da aver “vanificato totalmente le finalità di trasparenza della legge”.

Una vittoria che ridà forza a Todde

Sanzione a parte, per Todde la sentenza è una vittoria attesa e sperata. Che le ridà piena libertà di azione politica. La governatrice, in viaggio verso Bruxelles, non ha ancora commentato. Commenta invece il Movimento 5S sardo sui social: “Noi lo sapevamo, noi non abbiamo mai dubitato, noi siamo sempre rimasti al tuo fianco dal primo secondo. Perché chi governa con onestà e competenza viene sempre ripagato”.

“Chi come te non ha mai ceduto alle provocazioni, alle dicerie, alle falsità, alle diffamazioni, merita tutta la nostra stima e il nostro rispetto – si legge nel post-. Perché chi, come hai sempre fatto tu, governa la Regione mettendo al centro i cittadini e non gli interessi di parte, avrà sempre il sostegno del suo popolo”. La Regione Sardegna, viene ricordato, “ha la sua presidente. Il popolo sardo ha chi lo rappresenta a testa alta. Alessandra Todde vince, e con lei vince la verità, il buon governo, l’onestà e la forza di cambiare la nostra terra. Forza Ale!”.

E le opposizioni masticano amaro. “Precedente pericoloso”

“Ciò che emerge è un precedente giuridico e politico che non può lasciarci indifferenti: nessuno stupore per una sentenza che, pur riconoscendo irregolarità gravi da parte della presidente Todde e del suo staff, sceglie di non decretarne la decadenza”, commenta il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda, “Con questo pronunciamento si apre una strada pericolosa: il messaggio che passa è che non saremmo più tenuti a presentare rendicontazione e mandatario elettorale. Basterebbe, in pratica, pagare una sanzione pecuniaria, per giunta fissata al minimo edittale di 40mila euro, per sanare mancanze che la legge definisce sostanziali”.