La Corte dei Conti boccia Zingaretti. Ora il taglio delle tasse è a rischio. Stop al bilancio del Lazio, difficile ridurre l’Irpef. Il governatore non ci sta e attacca i magistrati

NICOLA ZINGARETTI
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Il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti si dice perplesso dopo la sonora bocciatura dei magistrati contabili. Eppure, a conti fatti, c’è poco da essere titubanti. La sentenza della Corte dei Conti è chiara: il ricorso sulla parifica del bilancio è stato ricusato.

In estrema sintesi, il governatore Zingaretti fatica ad ammettere un errore che comporta il respingimento del bilancio presentato, con il conseguente pericolo che le agevolazioni previste per circa due milioni di famiglie residenti nella Regione che l’ex segretario del Pd amministra saltino. Il tema non è secondario anche dal punto di vista politico: le elezioni regionali non sono poi così lontane. E questa sonora bocciatura che ovviamente avrà concrete ripercussioni sulla vita dei singoli cittadini, potrebbe non passare quantomeno inosservata.

ELEZIONI VICINE. Se nessun elemento in campo dovesse cambiare prima, infatti, si voterà nel 2023. E l’argomento del bilancio regionale non potrà che fare capolino durante l’anno che separa i cittadini dalle urne. Chiara Colosimo, esponente di punta di Fratelli d’Italia e consigliere regionale, non si meraviglia poi molto, definendo la pronuncia della Corte dei Conti come un “giudizio pesante ed inappellabile”. Non bisogna infatti dimenticare che la questione, in realtà, risale al 2020,

LA VICENDA. La Corte dei Conti, nella parifica della Sezione regionale di controllo per il Lazio, sul Rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio 2020, aveva bacchettato Zingaretti e la sua Giunta ponendo, nella sua Relazione, alcune eccezioni. La maggioranza di centrosinistra, però, almeno per una parte delle eccezioni, ha preferito andare avanti e non dare ascolto ai magistrati contabili. Una parte delle partite e dei prospetti del conto di bilancio sono state modificate con una proposta di legge presentata tre mesi fa dall’assessore al Bilancio, Daniele Leodori, che ha suscitato non poche polemiche.

Per un’altra parte delle eccezioni la regione ha deciso di autorizzare il presidente a promuovere l’impugnazione presso le Sezioni riunite in sede giurisdizionale, in speciale composizione, della Corte dei conti. Secondo loro i giudici contabili si stavano sbagliando. Ma, come detto, per Zingaretti è arrivata la doccia fredda. Ricorso respinto e, quindi, sono ancora vive le eccezioni contestate dalla Corte dei Conti.

LA REPLICA. Zingaretti, che nel frattempo disserta di proporzionale, cerca di ridimensionare la faccenda: “Le misure che dovevamo adottare – ha commentato, così come ripercorso dall’Ansa – già erano state adottate, e quella di ieri è una sentenza più contro la Corte che contro la Regione perché noi in 8 anni abbiamo seguito in maniera pedissequa quello che la Corte indicava e, per 8 anni, ha sempre parificato il bilancio compreso quello in discussione”.

Sarebbe la Corte dei Conti, per l’ex vertice Cem, a smentire se stessa. Poi la stoccata: “Ora ci hanno ripensato e noi difenderemo in tutti i modi i cittadini da una scelta che veramente suscita perplessità e, a questo, punto attenzione sulle future scelte della Corte”, ha continuato il governatore. Si calcola che le agevolazioni fiscale previste ma sul punto di saltare possano coinvolgere fino a due milioni di famiglie. Ed è un bel problema visto anche il periodo certamente non roseo che molte famiglie stanno vivendo. E questi, purtroppo per il Pd laziale, sono dati e fatti. Che potrebbero giocare un ruolo chiave alle prossime regionali.