La cricca del cimitero di Palermo. Mazzette per farsi seppellire. Arrestato l’ex direttore del campo santo comunale. Il primo cittadino Orlando rimuove pure il successore

di Clemente Pistilli
Cronaca

Ci mancava solo la cricca del cimitero. Del resto pecunia non olet e quando si tratta di intascare mazzette c’è chi non si ferma neppure davanti al caro estinto. In base alle indagini svolte dai carabinieri, nel cimitero di Santa Maria dei Rotoli, il più grande di Palermo, venivano chiesti fino a 800 euro per trovare loculi per i defunti, senza rispettare l’ordine cronologico delle richieste imposto dai regolamenti. I militari del Nucleo investigativo hanno quindi arrestato l’ex direttore dei cimiteri palermitani, Cosimo De Roberto, con le accuse di corruzione e concussione, e lo hanno messo ai domiciliari. E il sindaco Leoluca Orlando (nella foto) ha subito rimosso pure il nuovo direttore, Antonino Pavia, trasferendolo “ad altra area dell’amministrazione, per il ripetuto ostacolo frapposto alla piena esecuzione” delle sue ordinanze, “non ultimo il mancato avvio delle attività di esumazione dai campi più vecchi del cimitero, operazione che renderebbe disponibili centinaia di sepolture”.

LE INDAGINI. L’inchiesta ha preso il largo dopo i dieci avvisi di garanzia recapitati nel febbraio scorso e le perquisizioni compiute sia nel cimitero che in alcune case degli indagati, ipotizzando appunto un giro di mazzette. Il cimitero di Santa Maria dei Rotoli si trova nel quartiere Vergine Maria, a ridosso di Monte Pellegrino, e venne realizzato nel 1837 quando, a causa dell’epidemia di colera, il cimitero di Sant’Orsola non era più sufficiente ad accogliere le salme. In quel luogo riposano anche illustri vittime di Cosa Nostra, a partire da quelle della strage di Capaci, come la moglie di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Antonio Montinaro e Vito Schifani.

Gli investigatori parlano di una “gravissima situazione di degrado” del cimitero, al cui interno le salme in attesa di sepoltura rimangono in giacenza per diversi mesi, causando anche problemi “sotto il profilo igienico-sanitario”. “Mi sembra evidente – ha affermato il sindaco Orlando – che la situazione di emergenza al cimitero è stata alimentata da interessi e comportamenti certamente in conflitto con l’interesse della comunità, oltre che contro le disposizioni dell’amministrazione comunale. Anche per questo, oltre che del direttore, ho disposto la massiccia rotazione del personale”. I carabinieri hanno inoltre scoperto episodi di concussione e corruzione con protagonista De Roberto. “Non possiamo che esprimere il più vivo apprezzamento a tutte le attività di indagine rivolte ad accertare responsabilità di chiunque e a cui ovviamente l’amministrazione collabora e collaborerà”, ha concluso il primo cittadino Orlando.

IL PARTICOLARE. A battere su quanto accadeva a Santa Maria dei Rotoli è stato il Movimento 5 Stelle. Una battaglia avviata lo scorso anno. Il pentastellato Antonino Randazzo, capogruppo M5S al Comune di Palermo, nei mesi di aprile e settembre dello scorso anno ha presentato esposti alla Procura della Repubblica sulla situazione cimiteriale, la carenza cronica di sepolture e la grave situazione igienico-sanitaria. “Ringrazio la procura palermitana ed il nucleo investigativo dei carabinieri per l’eccellente lavoro che stanno portando avanti a tutela di tutti noi cittadini palermitani e dei nostri diritti”, ha dichiarato ieri Randazzo. Un’indagine che è andata a colpire quello che appare l’ennesimo episodio di malaffare in Sicilia.