La diplomazia

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Di Gaetano Pedullà

È durata niente la fragile tregua a Gaza, già bombardata con nuovi missili. Provocazioni prevedibili visto che l’intero conflitto in atto ormai da 21 giorni è frutto di un’escalation di violenze, da una parte e dall’altra. Così ieri altri innocenti, 9 bambini, hanno pagato con la vita per essere nati in un angolo del mondo sbagliato. Il Medio Oriente è sempre più una polveriera, dove le provocazioni sovrastano le deboli richieste di cessare il fuoco da parte della comunità internazionale.

Un orrore che oscura altri conflitti di minore impatto mediatico, ma persino più sanguinosi e senza umanità, come quello in corso ormai da anni in Siria o nella Libia liberata da Gheddafi ma non dalle tribù locali in perenne conflitto. Tutti questi morti chiamano altri morti e rischiano di trasformare l’area in un immenso cimitero. Possono le grandi cancellerie far finta di niente? E le istituzioni internazionali come l’Onu? Possibile che un missile lanciato da Hamas sia più persuasivo di un intero pianeta che resta a guardare?

Da Ban Ki-moon al segretario Usa Kerry, fino all’aspirante ministro degli esteri europeo Mogherini, possibile che questi colossi della diplomazia abbiano i piedi tanto d’argilla? Ma davvero qualcuno può pensare che l’auspicio del Consiglio di sicurezza Onu disarmi la mano di un terrorista o di un miliziano che ha perso tutto sotto i bombardamenti? Dopo più di mille morti solo a Gaza è ora di usare altri strumenti di persuasione. Oppure Ban Ki.moon, Mogherini & C. scelgano il silenzio. Ci fanno più bella figura.