La Domenica Live di Renzi. Tra promesse elettorali e l’autodifesa sulle liste: “Non ho candidato solo i miei fedelissimi”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

A Domenica Live su Canale 5 oggi è stato il turno di Matteo Renzi. Che ha marcato alcune distanze dal centrodestra. Nel salotto di Barbara D’Urso il segretario del Pd ha alzato i toni soprattutto parlando di flat tax: “E’ una proposta magica che considera allo stesso modo miliardari e operai. Finche ci sono io non ci sarà. Io voglio abbassare le tasse a chi non arriva alla fine del mese e non ai multimiliardari”.

Sul capitolo Movimento 5 Stelle, poi, Renzi ha sotolineato alcune differenze di vedute rispetto a Silvio Berlusconi: “Non sono d’accordo con lui: i grillini non sono da considerare dei nemici, tra loro ci sono tante brave persone, come dovunque. Non li vedo come persone che che possono creare chissà cosa per l’Italia. Certo il problema è che dove hanno governato non hanno fatto funzionare le cose. Mi piacerebbe che M5s sia più concreto. Milano è una città ai vertici del mondo perché abbiamo fatto l’Expo. E invece mi chiedo perché s’é detto di no alle Olimpiadi. Valevano 2 mld che sono andati all’estero”.

Sulla polemica della composizione delle liste Renzi ha tagliato corto parlando di volti nuovi e competenti. A chi gli imputa di aver messo in lista solo i suoi fedelissimi il segretario dem ha risposto: “Ho candidato solo persone vicine a me, fedeli? Io rispondo con il fatto che a Napoli il primo candidato che abbiamo individuato è Paolo Siani, un medico, che non viene dal Pd, viene dalla lotta alla camorra. Ed è in prima fila contro la povertà educativa”.

Renzi ha illustrato ampiamente il suo programma passando dal lavoro alle pensioni, senza dimenticare promesse di agevolazioni fiscali per le famiglie. Ci aspettano, insomma, una quarantina di giorni frizzanti e di tante promesse elettorali, da tutti gli schieramenti politici nessuno escluso, che poi chissà se verranno mai realizzati.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La Giustizia che fa paura alla Lega

Chi avesse ancora dubbi su uno dei motivi per cui il Governo Conte è stato fermato proprio il giorno prima che l’allora ministro Bonafede facesse il punto sulla riforma della Giustizia, senta bene le parole dette ieri da Salvini: “Questo Parlamento con Pd e 5

Continua »
TV E MEDIA