La follia del weekend si paga. Così la stretta a Natale è inevitabile. Le migliaia di persone in strada non lasciano scelta. Per il Cts vanno ripristinate le misure più dure

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Non è tutto oro quello che luccica. E difatti, nonostante l’Italia si sia tinta per lo più di giallo, nelle ultime ore, la situazione non è affatto rassicurante. Tanto che il Comitato tecnico scientifico (Cts), a fronte di quanto accaduto domenica scorsa, giornata in cui migliaia di persone si sono riversate nei negozi per gli acquisti di Natale, ha chiesto al governo una linea più dura. Se da un lato c’è chi è a favore di un divieto agli spostamenti tra Comuni meno rigido, dall’altro lato c’è chi guarda alla Germania, che si appresta ad un nuovo lockdown, e chiede una linea simile.

A Natale “bisogna estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai”, è la conclusione degli esperti al termine di un primo incontro che si è svolto con il premier Giuseppe Conte, i capidelegazione e diversi ministri, tra cui la titolare del Viminale Luciana Lamorgese. Una nuova stretta, a due settimane dall’ultimo dpcm, è considerata necessaria dagli esperti per due motivi: da un lato per l’impossibilità di controllare in modo capillare il territorio, dall’altro per i dati dei contagi che sono ancora preoccupanti, con un’incidenza dei nuovi casi troppo alta. L’Italia, secondo il Cts, ha anche un numero di morti giornaliero che supera quello della Germania, che ha però 20 milioni di abitanti in più e si appresta a entrare in lockdown duro fino al 10 gennaio, e oltre metà del Paese con le strutture sanitarie ancora sotto stress.

C’è da dire anche che i risultati dei comportamenti sbagliati di questi giorni si vedrebbero a partire dal 7 gennaio, proprio quando milioni di persone si rimetteranno in moto tra scuola e lavoro. La possibilità è che, dopo un primo allentamento, ora l’Italia possa tornare ad essere una zona rossa totale. Si tornerebbe quindi ad una nuova chiusura di bar, ristoranti, negozi e di tutte le attività ritenute non necessarie e ad una nuova limitazione agli spostamenti dalla propria abitazione. In alternativa si pensa anche ad una zona arancione nei giorni festivi e prefestivi, per cercare di limitare gli spostamenti, con una deroga per i Comuni sotto i cinque mila abitanti. Dai quali, secondo la prima proposta, ci si potrà muovere entro un raggio di 30 chilometri.

A confermarlo è la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, che però precisa: il governo adotterà “provvedimenti un po’ più stringenti, non so fino a che punto ma penso che noi non siamo nelle stesse condizioni della Germania, in quanto la nostra curva non è in salita, c’è un Rt in lieve discesa dappertutto ma abbiamo numeri ancora molto preoccupanti”, ha dichiarato. “Quando abbiamo chiuso le scuole“, ha aggiunto, “immaginavamo numeri assai più bassi di quelli che invece continuiamo a registrare”. Anche il premier Conte è intervenuto parlando di “lunghi mesi impegnati, con grandi e piccoli sacrifici, nella battaglia contro il Covid-19. La nostra comunità nazionale, pur tra mille difficoltà, è riuscita a mostrare un forte spirito di coesione e un grande senso di responsabilità. Sono convinto che continueremo a mostrare questa saldezza anche nelle prossime settimane, in occasione delle festività natalizie. Dobbiamo continuare a impegnarci e a mantenerci vigili per contrastare il contagio”.

La decisione arriverà probabilmente tra questa sera e domani. Al momento la necessità di una stretta sembra condivisa da tutto l’esecutivo ma sulle modalità, anche normative, non è stata ancora trovata una quadra. Ci sarebbe poi da non sottovalutare il conseguente nodo ristori: la chiusura di negozi, bar e ristoranti porterà i gestori, automaticamente, a d aver bisogno di un ulteriore sostegno economico. In ogni caso, la decisione non verrà formalizzata prima di un vertice con le Regioni.