La frenata cinese è un ricordo. Le Borse piene di liquidità volano. Impennata record per Tokio (+7,7%). E l’Europa rivede i massimi (Milano +2%)

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di MONICA TAGLIAPIETRA

La frenata cinese sembra un problema ormai superato e i mercati zeppi della liquidità monetaria che le banche centrali fanno a gara a pompare tornano a investire massicciamente su titoli di Stato e mercato azionario. Così le Borse inanellano un’altra giornata di forti guadagni, puntando nettamente sulle buone stime di crescita nell’Eurozona (+ 0,4% nel secondo trimestre e +1,5% su anno), senza perdere la speranza di nuove misure di stimolo che magari potrebbero ancora arrivare all’economia di Pechino.

Così stamattina la Borsa di Tokyo ha chiuso con un rialzo di oltre mille punti (con l’indice Nikkei a +7,71%), il più ampio dal 2008, dopo che con il ribasso della vigilia aveva azzerato tutti i guadagni del 2015. La forte corrente in rialzo è scattata fin dall’avvio, spinta dal robusto guadagno messo a segno ieri da Wall Street.

 Chiusura da record anche per la Borsa di Hong Kong, che ha terminato gli scambi con il balzo maggiore in quasi quattro anni. L’indice Hang Seng ha chiuso in rialzo del 4,1%, il più consistente dal primo dicembre del 2011.

Euforia che sis ta sentendo sulle Borse europee, oggi in forte guadagno per la terza seduta consecutiva. Alle 13 Piazza Affari segnava +1,78%, con titoli come Unicredit (+3,5%) e Eni (+2,46%) in forte evidenza.  In forte crescita a metà seduta anche Parigi (+2,51%), Madrid (+2,32%), Londra (+1,9%) e Francoforte (+1,7%).

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