La giunta Fontana difende la casta. No al taglio dei mega-stipendi. Bocciata la proposta M5S di ridurre le indennità. Tutta la maggioranza vota contro, e il Pd si accoda

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Quantomeno qualcuno ci ha provato. E specie in periodo di emergenza sanitaria e di conseguente crisi economica, non è poca roba. Il punto, però, è che, nonostante gli sforzi del gruppo regionale del Movimento cinque stelle, nessuno a quanto pare in Regione Lombardia ha intenzione di toccare al ribasso gli stipendi. La proposta presentata nell’ambito del dibattito sulla risoluzione legata al Documento di economia e finanza 2020 dal consigliere pentastellato Luigi Piccirillo prevedeva proprio questo: tagliare (“un’incisiva azione di riduzione”, c’è scritto nell’emendamento depositato) gli stipendi di consiglieri regionali, assessori e al presidente Attilio Fontana.

LA BEFFA. Risultato? Al di là del Movimento cinque stelle nessun gruppo consiliare ha votato a favore dell’emendamento. “È indecente e inaccettabile, anche sulla base dei sacrifici che la stessa Lombardia sta chiedendo ai cittadini per il Covid, il no al taglio degli stipendi di consiglieri, assessori e presidente”, spiega a La Notizia Piccirillo. A maggior ragione se si pensa che l’impegno chiesto con l’emendamento era assolutamente teorico: “Non c’era una percentuale di taglio o un numero concreto, era soltanto la richiesta di un impegno. E invece neanche quello hanno accettato”. La spiegazione? “Nessuna, nessuno ha dato spiegazioni, né il centrodestra né tantomento il Pd. Siamo stati eletti per fare l’interesse dei cittadini, non per fare i nostri e ricordo che i consiglieri del M5S si tagliano lo stipendio”, spiega ancora Piccirillo.

Se infatti i consiglieri pentastellati restituiscono parte delle proprie indennità non seguoo lo stesso esempio i loro colleghi. E così le retribuzioni salgono a seconda del ruolo svolto. Secondo gli ultimi documenti istituzionali della Regione, l’indennità annua lorda per un consigliere è pari a 75.924 euro, cui si aggiunge l’indennità di funzione che nel caso di un assessore è pari a 25.920 a l’anno. Ma non è finita qui, perché c’è anche il “rimborso forfettario per esercizio di mandato”. Anche in questo caso il quantum varia a seconda della carica ma può arrivare, se si siede in giunta, fino a 50.545 euro. Totale: 152mila euro e rotti lordi all’anno. Una bella cifra che, in periodo di emergenza sanitaria ed economica avrebbe anche potuto essere lievemente tagliuzzata.

L’AMAREZZA. “È l’ennesima occasione persa: sarebbe stato un bel segnale ai lombardi in un momento particolarmente difficile”, spiega ancora Piccirillo. Ciò che non digerisce il pentastellato è soprattutto la presa in giro: “Un consigliere del Pd – racconta a La Notizia – mi aveva assicurato che avrebbe appoggiato il mio emendamento. E poi, invece, al momento del voto ha deciso allinearsi e votare contro. Quello che dico io è: fate almeno un gesto d’amore in un periodo complicato, accettate quantomeno un impegno formale e astratto. E invece neanche quello”.

Uno sfogo, certo, ma anche un appello accorato dopo l’ennesimo schiaffo dato a chi avrebbe voluto tagliare un pezzo di privilegi in un periodo particolarmente critico. “E invece – spiega il consigliere M5S – si è preferito dare spazio ancora una volta agli interessi della casta”. Difficile pensare diversamente anche perché se ci fosse stato reale volontà di intervenire sull’argomento qualcuno avrebbe formulato una proposta differente, magari qualcosa di più concreto. “Nulla di tutto questo è avvenuto: ci si è trincerati dietro il no al mio emendamento”, conclude Piccirillo.

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