“Oggi facciamo la storia. Questa mattina cominciamo il lavoro per rimuovere l’Unrwa da Kafr Aqab”, ha scritto su Telegram il 25 agosto il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, arrivato al centro di formazione dell’Unrwa a Qalandiya, Gerusalemme est. Il centro sta a Kafr Aqab dal 1952, per un accordo col governo giordano che l’Unrwa dice ancora in vigore, e ogni anno forma 340 studenti rifugiati della Cisgiordania. All’arrivo della polizia le iscrizioni per l’anno scolastico che comincia il 1° settembre erano aperte.
Nel pomeriggio Benjamin Netanyahu ha rivendicato l’ordine: “In conformità con la mia direttiva e in applicazione della legge che abbiamo approvato, oggi è cominciato lo sgombero del complesso dell’Unrwa”.
António Guterres, nella nota del portavoce Stéphane Dujarric, ha fatto il conto: quinto ingresso non autorizzato nello stesso edificio da maggio, dopo il sequestro e la demolizione del complesso Unrwa di Sheikh Jarrah a Gerusalemme est, e ha ricordato che il parere della Corte internazionale di giustizia del 22 ottobre 2025 obbliga Israele a rispettare l’inviolabilità dei locali ONU nei territori occupati. Il coordinatore ONU ad interim Ramiz Alakbarov ha scritto che il sequestro priva quei 340 studenti del diritto all’istruzione.
Sullo stesso terreno, che il ministero degli Esteri israeliano dice del Fondo nazionale ebraico dal 1937, il Comune di Gerusalemme ha aperto il cantiere di un complesso di scuole e servizi da oltre 40 milioni di shekel. Il Jerusalem Post scrive che la prima tappa è una scuola superiore maschile del Comune, che apre la settimana prossima col programma israeliano. “Mentre l’Unrwa fa politica, il Comune di Gerusalemme migliora la vita quotidiana di tutti i suoi residenti, ebrei e arabi”, chiude la nota. Stesso anno scolastico, altri studenti.