La Lega deponga le armi. Presto un registro sui detentori di pistole e fucili. La proposta in un ddl del senatore Crucioli (M5S) per evitare il Far West in Italia

di Carmine Gazzanni
L'intervista

La proposta di legge avanzata dalla Lega che di fatto consentirà di acquistare un maggior numero di armi? “Non passerà mai”. Deciso il senatore M5S e vicepresidente della commissione Giustizia, Mattia Crucioli. Che, non a caso, ha depositato con il collega Gianluca Ferrara un disegno di legge che va in tutt’altra direzione e prevede una banca dati nazionale per i detentori di arma da fuoco, di modo da monitorare anche i soggetti cui si rilascia la licenza.

Partiamo, però, dalla proposta leghista.
“Personalmente sono assolutamente contrario alle armi. Farò di tutto per evitare che l’Italia diventi un Paese in cui ci sia una gran facilità nell’acquisto di armi”.

E il Movimento?
“C’è poco da dire: questo disegno di legge non verrà mai approvato”.

Eppure è curioso che sia stato presentato da 70 parlamentari subito dopo l’approvazione della legittima difesa, non crede?
“La tempistica in effetti è sospetta. Ma direi che non c’è da allarmarsi”.

Però appare abbastanza evidente che dietro il pressing sulla legittima difesa ci sia una chiara strategia della Lega, che nulla ha a che fare con la sicurezza dei cittadini.
“Guardi, la legge sulla legittima difesa, anche grazie al contributo e ai limiti posti dal Movimento, è una legge equilibrata, che non eccede. Noi siamo stati sempre molto attenti e vigili, sia in commissione Giustizia che in Aula, affinché non ci fossero eccessi. Abbiamo limitato già alcune pulsioni in materia di legittima difesa, se serve lo faremo ancora”.

Un esempio è il disegno di legge che avete presentato su un’anagrafe nazionale.
“Il disegno di legge proprio nasce dalle accuse che ci venivano mosse dalle opposizioni quando stavamo lavorando per la legittima difesa. Ci dicevano che noi eravamo per il far west e per il proliferare delle armi. Quest’accusa, proprio per la mia cultura pacifista, mi si era depositata nel cervello e ho cominciato a pensare cosa si potesse fare per evitare, al contrario di quanto ci veniva detto, il proliferare delle armi”.

E dunque?
“Nello stesso periodo sono stato contattato da alcune associazioni che riuniscono familiari di vittime uccise da persone che avevano patologie neurologiche o mentali e che tuttavia avevano ancora il porto d’armi. E lì è nata la proposta di legge”.

Cosa prevede nel dettaglio?
“L’idea è costituire una banca dati informatica in cui ci siano i dati di tutti i detentori di armi su base nazionale e che sia accessibile anche a medici e personale sanitario che potrebbe avere in cura persone detentrici di armi e che hanno patologie pericolose per la società. Se un medico avesse a che fare con un soggetto con questo tipo di malattie, ecco che potrebbe intervenire, segnalando il caso alla prefettura, e la prefettura a sua volta potrebbe procedere alla revoca del porto d’armi. L’idea è creare un sistema semplice che monitori la condizioni dei possessori”.

Se voi non doveste votare il ddl del Carroccio, i leghisti voterebbero questa proposta di legge?
“È un disegno di legge che non danneggia nessuno ed è garanzia per tutti. Siamo sempre nel solco della sicurezza, dunque credo che la Lega possa essere assolutamente d’accordo. Non dovrebbe essere una legge avversata da nessuno. Ma vedremo”.