La Lega è al verde: Bossi jr condannato a 18 mesi. Arriva la prima sentenza per le spese personali con i fondi del partito padano

Il pm aveva chiesto “soltanto” un anno. Ma il giudice dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano è andato oltre le richieste dell’accusa. Riccardo Bossi, figlio del fondatore della Lega Nord Umberto, è stato condannato a un anno e 8 mesi per appropriazione indebita aggravata per le presunte spese personali con i fondi del Carroccio. Il figlio di Umberto Bossi era imputato per spese con i fondi della Lega per circa 158mila euro. Soldi pubblici che avrebbe usato, tra il 2009 e il 2011, per pagare – secondo le carte – debiti personali, noleggi auto, rate dell’università dell’Insubria, affitto di casa, mantenimento dell’ex moglie, abbonamento alla pay-tv, luce e gas e anche il veterinario per il cane. Il pm, nella sua requisitoria, aveva citato come riscontri all’ipotesi d’accusa intercettazioni e documenti, tra cui l’ormai famosa cartelletta con la scritta “The Family” sequestrata nell’ufficio romano dell’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, che è anche lui imputato per appropriazione indebita per le presunte spese ma con rito ordinario (il processo è ancora in corso) e assieme al padre e al fratello di Riccardo, cioè Umberto e Renzo “Il Trota”. Se questa tranche sulle presunte appropriazioni indebite è rimasta a Milano, la parte principale dell’inchiesta che nel 2012 ha travolto il Senatur e la sua famiglia è stata trasferita nei mesi scorsi a Genova dove è in corso il processo per la presunta truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali che vede imputati Umberto Bossi, Belsito e tre ex revisori del partito.

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