La Lega non molla la Puglia. Già stracciato il patto con FdI. Il Capitano vuole prendersi tutto il Centro-Sud. Lasciando agli alleati solo le Marche e la Campania

di Laura Tecce
Politica

Che all’interno della rinnovata intesa fra le forze che compongono il centrodestra la Lega sia intenzionata a far pesare la sua golden share in virtù del 34% ottenuto alle Europee e dei sondaggi che la vedono stabilmente col vento in poppa, non è un segreto. Supremazia che si sostanzia nei fatti, incassata l’Umbria, con il reclamato “diritto” ad esprimere anche il candidato presidente alle prossime regioni al voto nel 2020.

DECIDE LUI. Non più tardi di qualche giorno fa Fratelli d’Italia aveva espresso la volontà di puntare su propri candidati nelle Marche in Puglia, anche in virtù del passo indietro su Emilia Romagna – nonostante le perplessità sulla leghista Lucia Borgonzoni – e della rinuncia del suo esponente Adolfo Urso alla presidenza del Copasir in favore salviniano Raffaele Volpi, ma evidentemente il partito di Matteo Salvini è di altro avviso: “Confermo che la Lega in Puglia, forte del largo consenso elettorale ed essendo il primo partito del centrodestra con la percentuale più alta nel Sud Italia, intende assumersi la responsabilità di guidare la coalizione, esprimendo un candidato presidente leghista per le prossime elezioni regionali”. Così il Segretario Regionale locale, Luigi D’Eramo.

In aperta contraddizione, dunque, con quanto dichiarato venerdì scorso, in un’intervista a La Notizia, da Ignazio la Russa in cui si parlava di un accordo già chiuso per candidare come governatore Raffaele Fitto, o comunque un nome scelto da FdI. Rincara la dose il deputato leghista barese Rossano Sasso che chiede agli alleati di “farsi un esame di coscienza e di capire quale sia all’interno del centrodestra la forza maggiormente trainante”, aggiungendo: “non possiamo proporre qualcosa di politicamente trito e ritrito: c’è bisogno di freschezza, di novità”. Che per Giorgia Meloni non sarà facile spuntarla lo testimonia poi il fatto che il vicesegretario federale della Lega, il deputato monzese Andrea Crippa, a ridosso del voto scenderà un mese intero in Puglia per “indicare un nome forte, preso all’interno della classe dirigente della Lega, come governatore”.

Se con FdI il fronte aperto è su chi dovrà sfidare il governatore dem uscente Michele Emiliano, non è che con Forza Italia i nodi siano risolti. Si terranno il 15 e 16 novembre a Napoli gli Stati Generali del centrodestra campano, ufficialmente per “delineare le linee generali sui grandi temi finalizzate al programma di governo della Regione”. In pratica, per decidere anche il candidato a governatore per la Campania, reclamato dal partito di Silvio Berlusconi.
In Calabria, dopo lo stop della Lega al nome proposto dagli azzurri, quello del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – a causa delle indagini giudiziarie che lo coinvolgono – i due leader Berlusconi e Salvini hanno deciso di procedere senza strappi e la capogruppo alla Camera Maria Stella Gelmini si dice fiduciosa che arrivi l’intesa: “Come noi sosteniamo Donatella Tesei in Umbria, così gli amici leghisti sono certa che accetteranno un accordo ragionevole sulla Calabria”.

Chissà se i forzisti troveranno “ragionevole” il nome su cui potrebbe ricadere la scelta del Capitano leghista: il rampante avvocato calabrese Cataldo Calabretta da Cirò Marina, docente all’Università telematica e-Campus, volto televisivo, nonché ex di agente di Elisa Isoardi e amico personale dello stesso Salvini.