La Lega si inventa la cristianofobia. Alla propaganda non c’è più limite. Presentata una proposta di legge alla Regione Lazio. La consigliera Corrotti vuole pure rieducare i bambini

di Clemente Pistilli
Politica

In Italia è dai tempi di Costantino il grande che non si sente più parlare di persecuzioni dei cristiani. Chi vuole professare la propria fede può farlo liberamente. Tanto nelle città quanto nelle campagne non c’è fortunatamente traccia di aggressioni per chi entra nelle grandi basiliche o nelle piccole parrocchie. Ma non è così per la Lega.

Ignorando i richiami del presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra e dello stesso Papa Francesco, nonostante l’ostentazione di simboli religiosi venga considerata un pericoloso messaggio diretto ai clan, Matteo Salvini continua a baciare rosari e a votarsi al cuore immacolato di Maria. Si erge a campione del cattolicesimo, sperando forse di accaparrarsi quel bacino di voti cattolici che in passato hanno fatto la fortuna della Democrazia Cristiana. Ma più del Capitano ha fatto un sottufficiale del Carroccio, o meglio una sottufficiale, lanciando una crociata.

L’INIZIATIVA. La consigliera regionale del Lazio, Laura Corrotti, ha presentato una proposta di legge per istituire un “Osservatorio regionale sulla cristianofobia” e sul rispetto della libertà religiosa. Pensare che a Roma, a due passi dalle mura leonine, circolino impuniti dei nuovi persecutori dei cattolici è roba da far accapponare la pelle. Non si trova traccia nelle cronache di persecuzioni da terzo millennio. Ma la consigliera non ha dubbi. Per lei c’è una vera e propria emergenza. L’allarme lo hanno dato da tempo ambienti cattolici particolarmente critici nei confronti di Papa Francesco, il pontefice dalle visioni rivoluzionarie, e lei lo ha raccolto.

Assistente fiscale in un Caf della Cisl e in passato impegnata in una rivendita di telefonini nella capitale, la consigliera leghista è preoccupata per quella che chiama appunto cristianofobia. E ha fatto in più occasioni anche l’elenco di luoghi di culto danneggiati. Pochi episodi opera, come spiegato dagli investigatori, di persone con seri disturbi psichici. Ma per l’esponente del Carroccio non è così. E via dunque con la proposta di legge, la prima del genere in Italia.

LA MISSION. La consigliera Corrotti vuole arrivare a un monitoraggio attento, capillare, di tutti gli atti contro le chiese del Lazio, nella capitale come nelle province, puntando a far sì che non vengano più catalogati come atti vandalici opera di qualche pazzo ma atti contro l’intera chiesa cristiana e contro i cristiani. Insomma azioni dirette a compiere una vera e propria persecuzione nei confronti dei cattolici. La molla per lei è stato l’incendio appiccato al portone di una chiesa ad Albano, nel cuore dei Castelli Romani.

Più nello specifico, l’esponente del Carroccio intende raccogliere ed elaborare i dati relativi a denunce di episodi che definisce di cristianofobia, atti di persecuzione, discriminazione, violenza e intolleranza religiosa a danno dei cristiani, con tanto di pubblicazione dei dati raccolti attraverso un sito web, affinché tutti possano sapere. La proposta di legge presentata dalla Corrotti è poi volta a promuovere, in collaborazione con gli enti locali, organismi pubblici e privati e istituti scolastici, campagne di sensibilizzazione sulla libertà di fede, di propaganda e di culto. E infine la promozione di protocolli di intesa con le autorità civili e religiose per iniziative di monitoraggio e denuncia degli atti di persecuzione e discriminazione contro i cristiani e di elaborazione di specifici programmi a sostegno delle vittime degli stessi.