La lobby del gioco in manovra sul SuperEnalotto. Le mosse di Sisal per avere la nuova concessione e lo studio legale vicino a Padoan

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La partita si sta giocando, con le solite manovre sottotraccia, nel perimetro ancora incerto della legge di stabilità. E la lobby del gioco d’azzardo ha cominciato a tessere la sua tela. A organizzarsi, in particolare, è Sisal, il colosso dell’azzardo che desidera ardentemente mantenere la concessione del SuperEnalotto. La scadenza del 2018 si avvicina e le fibrillazioni non mancano. I conti di Sisal, del resto, non vanno per niente bene. E la concessione viene vista come uno strumento indispensabile per puntellare il bilancio, soprattutto in vista dell’ulteriore sviluppo di altri business in crescita, come i servizi di pagamento. Ultima novità in ordine di tempo è che il gruppo guidato dall’Ad Emilio Petrone ha ingaggiato l’avvocato Gianluigi Pellegrino per tutta una serie di questioni relative al gioco. Questioni tecnico-giuridiche, quindi, dietro alle quali però secondo qualche osservatore ci potrebbe essere un obiettivo “lobbistico”.

IL PROFILO – Pellegrino lavora nell’omonimo studio con il padre, ovvero Giovanni Pellegrino, già parlamentare dei Ds, già presidente della commissione stragi e già componente della bicamerale di dalemiana memoria. Molto vicino, quindi, all’ambiente a cui è legato anche il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan. Inutile far notare che da via XX Settembre dipendono i Monopoli di Stato, in pratica la struttura che sovrintende a tutto il settore del gioco. Ma in corso ci sarebbero contatti anche con quelle fette del “giglio magico” che più di altre si stanno occupando della questione giochi. Qui il riferimento è soprattutto a Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del consiglio con pesanti deleghe economiche. Sisal ha da poco cambiato proprietario. A inizio anno il fondo Cvc si è accordato per comprare il 100% delle azioni da Permira, Apax e Classidra. E il nuovo azionista non vuole perdere pezzi pregiati di business. I conti della società, dicevamo, non vanno bene per niente. Il 2015 si è chiuso con ricavi a 787 milioni, in diminuzione rispetto agli 821 milioni del 2014. E l’esercizio si è chiuso con un rosso di poco meno di 40 milioni. La flessione dei ricavi è stata determinata da tutte le linee di business più classiche. Il retail gaming, cioè tutto ciò che riguarda slot, videolotteries, scommesse a quota fissa e concorsi a pronostico, frutta ancora 487 milioni, che però sono in discesa rispetto ai 530 dell’anno precedente. Anche il segmento lottery, in cui la fa da padrone il SuperEnalotto, ha visto i ricavi scendere da 84,6 a 74,5 milioni.

NOTE POSITIVE – L’unico business in crescita consistente, invece, è quello dei servizi di pagamento (bollette, tasse, multe e ricariche telefoniche). Da qui nel 2015 sono arrivati 174,7 milioni, in netto incremento rispetto ai 158,2 del 2014. Dal combinato disposto di questi flussi di ricavi si capisce il valore della “partita” per Sisal. Sebbene il SuperEnalotto sia in flessione, la società vorrebbe fortemente conservarne la concessione perché il lucroso sistema dei pagamenti passa proprio attraverso quella rete. Se Sisal perdesse la concessione potrebbe anche sviluppare un canale di pagamenti diverso, ma a quel punto sarebbe più complicato convincere i tabaccai a firmare il relativo contratto. Insomma, simul stabunt simul cadent, teme Sisal: o concessione del SuperEnalotto e pagamenti resteranno insieme, oppure rischieranno di cadere entrambi. Da qui tutto il lavorìo lobbistico per poter strappare norme vantaggiose all’interno della legge di Stabilità, dove dovranno essere definite le regole della gara per il rinnovo della concessione. A quanto pare l’obiettivo di Sisal sarebbe quello di strappare una norma in cui si limita la possibilità di partecipazione alla gara solo a quei soggetti che hanno già una grande concessione. Si vedrà. Ieri La Notizia ha chiesto a Sisal lumi sull’incarico conferito a Pellegrino, senza avere alcuna risposta. Una conferma del coinvolgimento dell’avvocato è arrivata telefonicamente dalla sede di Roma del suo studio legale.Ma sui dettagli tutto tace. Un fatto è certo: in vista della legge di Stabilità le grandi manovre della lobby dell’azzardo sono partite.

Twitter: @SSansonetti