La Madia gela gli statali

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di Maurizio Grosso

C’è una rassicurazione: nessuno nel pubblico impiego perderà il posto di lavoro. Ma sull’annosa questione dello sblocco degli aumenti stipendiali per i dipendenti pubblici dal governo arriva l’ennesima doccia gelata. Per carità, l’impegno rimane quello di scongelare salari rimasti bloccati da sei anni, ma questo non sarà possibile all’interno della legge di stabilità per il 2015 perché non ci sono le risorse necessarie. Del resto, come avevano calcolato i sindacati, per il solo anno prossimo sarebbero stati necessari 2,1 miliardi. Troppi, secondo l’esecutivo guidato da Matteo Renzi. E così, dopo un incontro avvenuto nella serata di ieri con Cgil, Cisl, Uil e Ugl, è stato il ministro della semplificazione, Marianna Madia, a far capire che aria tira.

IL NODO
“La riapertura del contratto del pubblico impiego è nell’agenda del governo ma per il 2015 non sono previste in bilancio risorse per i rinnovi”, ha esordito la Madia senza troppi giri di parole. Per poi aggiungere: “Anche noi sappiamo che è un problema il contratto bloccato da 6 anni, ma abbiamo scelto di concentrare le risorse su chi stava peggio”. Il governo dunque ha ribadito che non ha trovato le risorse nella legge di stabilità che prevede il blocco ancora per tutto il 2015. Ma si è preso l’impegno “di assumere i vincitori per concorso e i precari nella scuola”. Il ministro ha anche ribadito come “il pubblico impiego sia strategico nella riforma”. Per questo, ha integrato, “non possiamo non avere i lavoratori da questa parte”. La Madia ha dato anche garanzie a che “nessuno perderà il posto per effetto della riorganizzazione; nessuno andrà a a casa”. Quanto al bonus da 80 euro, che secondo il governo avrebbe supplito all’assenza di un rinnovo contrattuale nel 2015, il ministro ha ribadito come a beneficiare dell’incentivo siano stati circa 800 mila dipendenti, praticamente 1 lavoratore pubblico su 4”.

DOCCIA FREDDA
Di sicuro, però, per i sindacati si è trattato di una doccia gelata per quanto riguarda la questione contratti. E’ appena il caso di ricordare quante proteste sul punto fossero state avanzate nei mesi scorsi. E il recente scipero del pubblico impiego. Ieri erano presenti all’incontro con la Madia Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Per la Camusso l’incontro a Palazzo Chigi sulla Pa ha visto “qualche auspicio sul futuro”, ma “nessuna risposta”, in particolare “nessuna apertura sull’occupazione e sul tema del rinnovo del contratto”. Critica anche la Furlan: “Al di là del bel modo con cui vengono detti i no non abbiamo alcuna novità positiva”. Secondo Barbagallo c’è stata una “chiusura sul merito”. Che faranno a questo punto Cisl e Uil? Si uniranno allo sciopero generale lanciato dalla Cgil per il 5 dicembre? Sul punto la Furlan ha achiarito che “sta alle nostre categorie valutare i passi da fare”. La decisione nei prossimi giorni.