La maggioranza arranca: 15 senatori alfaniani pronti a dare il benservito a Renzi. La linea del segretario del Nuovo centrodestra non convince più i centristi

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Quel margine della maggioranza a Palazzo Madama non è poi così ampio da poter far dormire sonni tranquilli al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Che, oltre ai malumori crescenti provenienti da casa propria, dovrà prestare particolare attenzione anche ai principali alleati del Nuovo Centrodestra. Perché a quanto pare il partito non è poi più così unito sulla posizione di fedeltà assoluta al premier sposata dal ministro Ncd Angelino Alfano. Nemmeno la linea del Pd sul caso Castiglione sembra poter garantire più quella fedeltà tanto sperata e auspicata, grazie a quella mossa tattica e politica, da Renzi. Secondo quanto raccontato dall’Huffinghton Post ci sarebbe un accordo tra Renzi e Alfano con il quale quest’ultimo avrebbe ricevuto garanzie su alcuni aggiustamenti alla legge elettorale per garantire agli alfaniani una riconferma in Parlamento. Una riconferma che passerebbe attraverso un’alleanza con il Pd. Ma sarebbe un salvagente parziale. Non per tutti i 69 di Ncd ora in Parlamento. CARBONARI A CONFRONTO L’ipotesi non è affatto piaciuta a una folta pattuglia di senatori del Nuovo centrodestra e che si sarebbero già riuniti per studiare una exit strategy dall’esecutivo. Un’uscita che complicherebbe di molto il futuro del premier che, per quanto possa essere un buon giocatore di poker, a quel punto sarebbe costretto a fare i conti con la realtà nuda e cruda dei numeri di Palazzo Madama. Alla riunione avrebbero partecipato i senatori lucano-calabresi di Ncd. Che potrebbero decidere di togliere la spina a un Governo sempre più equilibrista.