La Meloni accusò un suo candidato che ora la querela. L’ex consigliere di Frosinone Alberto Pignalberi vuole portare in tribunale la leader di FdI

Meloni Berlusconi
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“Non avremmo potuto immaginare che fosse un truffatore”. Commentava così Giorgia Meloni il 2 giugno 2021 su Twitter un servizio televisivo andato in onda su “Le Iene” e riguardante l’avvocato Alberto Pignalberi, ex esponente di Fratelli d’Italia in provincia di Frosinone e poi fondatore del Movimento Più Italia. Quelle parole sono costate alla presidente di Fratelli d’Italia una denuncia dello stesso Pignalberi, tanto che la deputata è stata iscritta nel registro degli indagati presso la Procura di Roma perché indagata con l’accusa di diffamazione.

A ricostruire l’accaduto la documentazione inviata dal gip alla Camera dei deputati per chiedere l’autorizzazione sull’immunità parlamentare alla leader del centrodestra, come stabilito dall’articolo 68 della nostra Costituzione. In altre parole, la Camera dovrà decidere se quelle parole pronunciate dalla Meloni rientrano nell’attività parlamentare oppure no. Un tema piuttosto delicato specie se si pensa che a presiedere la Giunta per le Autorizzazioni è proprio un meloniano come Andrea Delmastro Delle Vedove. Al centro della decisione, come detto, un commento social: “Non avremmo potuto immaginare che fosse un truffatore”.

IL PERSONAGGIO

Ma chi è il querelante? Fabrizio Pignalberi, avvocato, ha una lunga carriera nel centrodestra. Prima si è avvicinato al Pdl, poi a Forza Italia e, infine, prima di fondare un suo Movimento, a Fratelli d’Italia. Proprio nel 2017, il partito di Meloni lo ha scelto come consigliere comunale di Frosinone per poi lanciarlo in una promettente carriere nel Lazio: eletto membro dell’assemblea nazionale e nominato responsabile del partito nell’area Nord della Ciociaria. L’avvocato avrebbe permesso un patto federale tra il suo neonato Movimento e FdI, garantendo – secondo il servizio de “Le Iene” – l’elezione di Nicola Procaccini all’Europarlamento e, nel 2020, di tre consiglieri regionali in Emilia Romagna e Calabria.

LA QUERELA

Ma la macchina si sarebbe fermata quando all’avvocato di Frosinone sono arrivate pesanti accuse per truffe, minacce, calunnia e appropriazione indebita. Proprio per queste vicende, Pignalberi è stato protagonista del servizio de “Le Iene”. La presidente di Fratelli d’Italia, dopo il servizio mandato in onda, avrebbe preso quindi le distanze dall’ex collega di partito scrivendo quel tweet. Ma sembra che quelle parole non siano state gradite da Pignalberi, che si è sentito diffamato e ha presentato la denuncia. L’avvocato infatti da tempo rivendica il diritto di essere innocente fino a sentenza definitiva, dal momento che ha ottenuto diverse archiviazioni e assoluzioni.

LA DECISIONE

Difficilmente la Camera autorizzerà a procedere dato che indicazioni in questo senso già sono arrivate dallo stesso gip del Tribunale di Roma, Angela Gerardi, secondo cui appunto quel tweet di Giorgia Meloni rientrerebbe nell’esercizio dell’espressione delle opinioni nell’incarico parlamentare e, per questo, sarebbe giusto che alla leader del centrodestra sia garantita l’immunità, come previsto dall’art.68 della Costituzione. Spetterà in ogni caso alla Giunta delle autorizzazioni di Montecitorio pronunciarsi entro novanta giorni e decidere se la Meloni sarà tutelata dallo scudo parlamentare. Altrimenti dovrà affrontare l’inchiesta per ora in fase di stallo.

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