La Meloni pontifica su Roma. Ma al Campidoglio non s’è mai vista. Assenze record per la leader FdI con doppia poltrona. L’ironia di Giorgia sulla Raggi ricandidata è un autogol

di Davide Manlio Ruffolo
Politica Roma

Se voleva essere una battuta, non ha fatto ridere nessuno. Anzi la frase di Giorgia Meloni con cui ironizza sul Raggi bis, rischia di trasformarsi in un autogol. “Io sono una grande sostenitrice della ricandidatura di Virginia Raggi. Penso che sia giusto dopo cinque anni di duro lavoro che possa raccogliere i frutti del suo operato” ha scherzato la lady di ferro che non perde occasione per criticare la gestione della Capitale come se non fosse affare suo. Anzi facendo capire che se fosse lei al comando, le cose andrebbero diversamente. Peccato che le cose non stiano così come raccontato dal capogruppo M5s in Assemblea capitolina, Giuliano Pacetti che ha risposto per le rime: “Giorgia, ne parliamo in Consiglio comunale. Ah, no. Dimenticavo… Non vieni quasi mai ma mantieni la poltrona”.

Può sembrare una risposta piccata, magari faziosa, ma è la semplice verità che emerge dai dati del Comune di Roma sulle presenze nell’Assemblea capitolina nel 2019, l’ultimo anno disponibile. Dati che mettono spalle al muro la leader di Fratelli d’Italia, da tempo desiderosa di governare la città, che ha totalizzato 10 presenze su 92 riunioni tenute. Un risultato tutt’altro che egregio e che la fa piazzare seconda in questa classifica degli assenteisti alle spalle di Alfio Marchini che si è fermato a 9 presenze. Qualcuno potrebbe pensare che in fin dei conti tutti fanno assenze e potrebbe chiedersi quale sia la situazione di Pacetti. Ecco con il grillino il confronto è imbarazzante perché Pacetti ha partecipato a 91 riunioni su 92.

La cosa bella è che non va meglio neanche controllando i dati del triennio 2016-2018 quando l’Assemblea è stata convocata 193 volte e al primo posto degli assenteisti c’è Marchini, con 41 presenze per un indice di assenteismo del 78,8%, seguito dalla paladina della città grazie a 43 presenze e un indice pari al 77,7%. Con dati simili, c’è da chiedersi quanto sia autentico l’interesse della Meloni per la capitale che dice di amare. Ma se così fosse, piuttosto che con critiche e battute, sarebbe lecito aspettarsi maggior impegno in Aula dove viene deciso il destino di Roma. Eppure sembra preferire, ben inteso cosa legittima, i ruoli di leader di FdI e di deputata ma che sembrano inconciliabili con il lavoro che una città complessa come Roma richiede.

STRANI SONDAGGI. A prescindere da cosa ne pensi la Meloni, il Raggi bis resta una possibilità. Eppure c’è chi dice no a priori. Lo afferma il portavoce all’Assemblea Capitolina, Daniele Diaco, secondo cui “con il caldo è iniziata la stagione dei sondaggi” da “cui la Raggi avrebbe ricevuto prima la bocciatura di uno studio che l’ha collocata agli ultimi posti nella classifica dei consensi, poi quello che registra il no dei romani a un secondo mandato”. Ma, prosegue, “l’autore di questa illuminatissima analisi è Maurizio Gasparri. O meglio, Gasparrow, per la disinvoltura con cui saccheggia queste rilevazioni senza approfondire troppo né le fonti, né il modo in cui sono state condotte” ignorando che “i pronostici a sfavore sono una costante della nostra storia” che, sostiene, “abbiamo sempre ribaltato”.