La Meloni se ne vanta, ma a chiedere i poteri speciali per Roma Capitale sono sempre stati i Cinque Stelle. E l’ex M5S De Vito torna a spronare il Governo

MARCELLO DE VITO
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Dopo anni di silenzi, torna alla ribalta il tema dei poteri speciali per Roma. “Nella giornata di ieri la Camera ha approvato due Ordini del giorno proposti da FdI e dal M5S – che ringrazio insieme a tutti gli esponenti politici che hanno approvato – che impegnano il governo a dare maggiori risorse e poteri speciali alla nostra Capitale” ha spiegato in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, eletto nei Cinque Stelle e poi successivamente sospeso dal Movimento. Si tratta di “un tema fondamentale e ineludibile, che dal 2008 è sempre stato contrassegnato da una colpevole inerzia di tutti i governi e legislatori che si sono succeduti, ma a cui mi auguro, come chiedo da anni, che venga dato seguito con risposte concrete” ha aggiunto il presidente dell’Aula Giulio Cesare, secondo cui a queste “buone intenzioni, il Governo deve dare risposte con provvedimenti legislativi che riportino la nostra Capitale al rango che merita. Ho sempre ribadito con forza questo concetto in numerosi atti consiliari in questi anni” ha proseguito il presidente parlando della battaglia che, da sempre, vede in prima fila la sindaca Virginia Raggi.

“Roma Capitale, infatti, non può essere governata con i poteri che il Testo Unico Enti Locali riserva agli altri 8800 comuni italiani: deve avere risorse e poteri degni di una Capitale perché temi come i Trasporti, l’Ambiente, la Pianificazione, gli Appalti sono settori strategici su cui una vera Capitale non può non avere una legislazione e delle risorse speciali. Se non si supera questo stallo, qualsiasi sindaco si trovi a governare la città potrà cambiare poco” ha concluso De Vito.