La Merkel ci ignora e noi zitti

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di Gaetano Pedullà

Il video che riprende Enrico Letta splendidamente ignorato dalla signora Merkel al termine del vertice europeo di ieri a Bruxelles, dice più di mille parole. C’è un’Europa che ci tratta come sudditi. Un’Europa con la pancia piena a spese nostre. E per la quale quindici milioni di italiani (ultimi dati Istat) vivono ogni giorno sul filo dell’indigenza. Per questa Europa stiamo tirando da anni la cinghia, costretti a rispettare vincoli di bilancio che hanno ucciso l’economia, la speranza e pure la vita di tantissime persone finite sul lastrico. Ieri il presidente della Federal Reserve (la banca centrale americana) Ben Bernanke, ha confermato al Congresso che gli Stati Uniti continueranno a stampare dollari senza sosta. Proprio il paese da cui è partita la crisi finanziaria mondiale, dopo il tracollo della Lehman Brothers, da tempo festeggia un record dietro l’altro alla Borsa di Wall Street.

Anche in Giappone l’ottimismo è alle stelle. La banca centrale sta immettendo un mare di liquidità nel sistema e la piazza finanziaria di Tokyo è ai massimi. Nell’Europa della Merkel, dei patti dettati da Berlino e firmati da sdraiati a Roma come a Madrid e Atene, la banca centrale cincischia. I paesi dell’area mediterranea restano in profonda recessione. E per di più se ne stanno zitti, terrorizzati che una parola fuori posto faccia ripartire lo spread e il ricatto dei mercati finanziari. Questa è l’Europa che ha fatto diventare gli europei euroscettici. E questa è l’Europa per la quale esiste un unico motivo valido a favore del governo dell’inciucio con a capo Enrico Letta. Un governo che dovrebbe sbattere i pugni sui tavoli di cancellerie ed euroburocrati per cambiare le regole del gioco, liberare risorse, far ripartire l’economia. Anche a costo di produrre un nuovo debito che non è necessariamente cattivo perché, messo saggiamente al servizio dello sviluppo, può creare nuova occupazione e benessere. Letta, batta un colpo. O resteremo in bolletta.

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di Gaetano Pedullà

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