La Merkel piega Ungheria e Polonia. Cade il veto sul bilancio europeo. Parte in discesa il Consiglio di oggi a Bruxelles. Col piano pluriennale sbloccati pure gli aiuti anti-Covid

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Alla vigilia del Consiglio europeo in programma oggi e domani a Bruxelles dell’Eurosummit di venerdì sulla riforma del Mes, la presidenza tedesca dell’Ue ha raggiunto un accordo complessivo con Polonia e Ungheria, superando così il veto al bilancio pluriennale dell’Ue che minacciava di ritardare la partenza del Recovery fund: se i capi di Stato e di governo al termine del summit la approveranno, allora potrà continuare l’iter di Next Generation Eu e l’Mff 2021-27 (il Quadro finanziario pluriennale dell’Ue) dovrebbe entrare in vigore come previsto il primo gennaio prossimo, evitando l’esercizio provvisorio.

Una prima buona notizia che va a rendere meno complicato un vertice che vede un’agenda dei lavori molto ricca, proprio come ha sottolineato ieri il premier Conte nelle sue comunicazioni in Parlamento in vista dell’atteso appuntamento in Europa, dove l’Italia vuole e deve essere protagonista. Il compromesso con i due Stati che avevano minacciato di non votare il bilancio comune conferma l’accordo già raggiunto con il Parlamento europeo, che lega l’erogazione dei fondi al rispetto dello stato di diritto, ma sarebbe accompagnato da una dichiarazione politica, contenuta nelle conclusioni del Consiglio europeo, che riconosca la sovranità degli Stati, anche in materia di immigrazione e in più diventerebbe operativo solo dopo una sentenza della Corte di giustizia europea, non prima del 2022, dietro ricorso di Varsavia e Budapest.

I temi del Recovery Fund e della riforma del Mes sono quelli che attirano maggiormente l’attenzione ma le sfide sono molte, dall’incertezza legata alla Brexit – il destino delle future relazioni commerciali tra Regno Unito e Ue si deciderà alla cena in programma a Bruxelles tra il premier britannico Boris Johnson e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen – al cambiamento climatico oltre ovviamente alla risposta europea alla pandemia di Covid-19 con la strategia di diffusione dei vaccini. E proprio su questo ha aperto il suo discorso alla Camera Conte, sottolineando la necessità dell’Ue di affrontare la grande battaglia contro il coronavirus con una strategia comune: “Il tema centrale è la lotta alla pandemia, sui cui è fondamentale un segnale di coesione. Il Consiglio Europeo è orientato a dare un mutuo riconoscimento dei test e un efficace coordinamento europeo sui vaccini e alla loro distribuzione”.

Dal punto di vista economico è evidente che il piano di risorse finanziato dal debito comune deve essere avviato nel più breve tempo possibile: questo il monito del premier. “Il momento è epocale – ha sottolineato Conte – “Per la prima volta l’Ue si è fatta promotrice di politiche espansive, con una risposta radicalmente diversa dal passato, quando le scelte erano fondate sull’austerità”. E ancora: “la politica della Bce e l’accordo sul Recovery Fund stanno cambiando la fisionomia dell’Unione Europea”. Il premier auspica poi che il “Next Generation Eu possa diventare strutturale” e qui arriva anche a toccare il delicato tasto Mes – su cui il Parlamento, votando nei due rami la risoluzione di maggioranza, ha dato piena fiducia all’operato del governo italiano a Bruxelles -.

“L’obiettivo è una prospettiva più ampia: il Mes va trasformato in qualcosa di diverso. L’italia nell’ambito della conferenza sul futuro dell’Ue si farà promotrice di una proposta innovatrice: integrare il Mes nel quadro dell’architettura europea con raccordo alle istituzioni europee e superare la forma dell’accordo intergovernativo”. E sottolinea per l’ennesima volta che la scelta definitiva sul suo utilizzo resta comunque compito del Parlamento.