La Merkel spezza le reni alla Grecia. Bruxelles riceve la lista delle Riforme. Accontentata la Germania, greci traditi

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La lista greca delle Riforme è arrivata nella notte all’Eurogruppo. E le voi che filtrano parlano di un buon punto di partenza. Non la pensano allo stesso modo in patria dove i cittadini sono furibondi. Il mandato assegnato all’esecutivo era di sbattere la porta in faccia alla Merkel e agli euroburocrati. Tsipras ha scelto di accordarsi per non far fallire lo Stato. Ma ora non sa come fare. Gli servono subito 7 miliardi da recuperare attraverso misure contro il contrabbando di sigarette e benzina e con l’imposizione di una patrimoniale su armatori e grandi patrimoni.

MISURE VIRTUALI
Molte delle misure allo studio sono comunque virtuali, come è di prassi nei piani traballanti di un po’ tutti i governi europei. Dal contrasto al contrabbando della benzina si attende il recupero di 1,5 miliardi di euro e altri 800 milioni da quello contro le sigarette; 2,5 miliardi dovrebbero arrivare con una patrimoniale per i greci più ricchi e 2,5 miliardi da introiti fiscali arretrati. Fra le misure anche una riforma della burocrazia, dei debiti della pubblica amministrazione verso le aziende e il nodo dei crediti deteriorati delle banche. Soldi, in sostanza, da strizzare via in qualche modo dai greci. Naturale che lo scontento sia alle stelle. L’economista e deputato di Syriza, Costas Lapavitsas, ha chiesto una riunione immediata del partito esprimendo “profonda preoccupazione” per l’accordo del governo con l’Eurogruppo e le riforme che prevede: “È difficile vedere come attraverso questo accordo sarà attuato il programma elettorale di Tsipras”.

DELUSIONE
La contrattazione con Bruxelles rischia di diventare una sconfitta cocente per Tsipras: nonostante le promesse, infatti, per ora restano i tagli agli statali e l’austerity accettata dal suo predecessore Antonis Samaras. Nel documento che doveva essere consegnato ieri a Ue, Bce e Fmi, l’unica misura umanitaria sarebbe il blocco della confisca di case.

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