La monnezza della Campania ci costerà più di 20 milioni. Maxi multa dall’Ue. E per ogni giorno di ritardo sull’applicazione della direttiva rifiuti pagheremo altri 120mila euro

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il conto che ci arriva dall’Europa per i rifiuti in Campania è molto salato. L’inesatta applicazione della direttiva rifiuti in terra campana ci costa 20 milioni di euro più una penalità di 120mila euro per ogni giorno di ritardo. La condanna arriva dalla Corte di giustizia dell’Ue. “La direttiva relativa ai rifiuti ha l’obiettivo di proteggere la salute umana e l’ambiente”, si legge in una nota diffusa dalla Corte Ue, in cui si sottolinea come “gli Stati membri abbiano il compito di assicurare lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, nonché di limitare la loro produzione, in particolare promuovendo tecnologie pulite e prodotti riciclabili e riutilizzabili”. Dopo la crisi dei rifiuti scoppiata in Campania nel 2007, ricordano i giudici di Lussemburgo, “la Commissione ha proposto un ricorso per inadempimento contro l’Italia, imputandole la mancata creazione, in quella regione, di una rete integrata ed adeguata di impianti atta a garantire l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti sulla base del criterio della prossimità geografica”.

Già nell’anno 2010 la Corte Ue aveva sancito il mancato rispetto delle norme da parte dell’Italia. La Commissione “ritenendo non soddisfacente la situazione, la Commissione ha proposto un nuovo ricorso per inadempimento contro l’Italia, chiedendo alla Corte di constatare il mancato rispetto della sua prima sentenza del 2010”. La Corte ha tuttavia deciso uno ‘sconto’ rispetto all’ammenda chiesta dalla Commissione.