La partita delle Regionali. Puglia e Toscana possono riservare sorprese. Netto vantaggio per il Centrodestra in Veneto, Liguria e Marche. Il Centrosinistra avanti in Campania

di Laura Tecce
Politica

La data del voto si avvicina a grandi passi e anche fra i sondaggisti, negli ultimi giorni della campagna elettorale per le regionali, la corsa è quella a fornire dati quanto più realistici. I big dei vari partiti sono quasi tutti in campo affianco ai loro candidati, girando in lungo e in largo i territori interessati alla consultazione che, come consuetudine in italia da qualche tempo a questa parte, ha perso la sua connotazione esclusivamente locale per assumere valenze politiche nazionali più o meno evidenti. Questo sicuramente vale, ed è sempre valso, per chi è all’opposizione: Giorgia Meloni con Raffaele Fitto in Puglia e Francesco Acquaroli nelle Marche (che si posiziona in vantaggio tra il 47-51% contro il candidato del centrosinistra Maurizio Mangialardi che è tra il 35-39%.) si gioca molto.

Così come Matteo Salvini con la sua Susanna Ceccardi in Toscana. Anche perché, ad esclusione di Veneto, dove Luca Zaia veleggia verso il terzo mandato forte di percentuali bulgare (un livello di consenso che oscilla tra il 71-75%. Molto staccati il candidato del centrosinistra Arturo Lorenzoni che oscilla tra il 18-22%, e che peraltro da oggi non potrà più neanche fare campagna elettorale in giro per la regione poiché positivo al Covid, e quello del M5S Enrico Cappelletti, che è tra il 2-6%), Liguria, dove all’uscente Giovanni Toti le rilevazioni assegnano tra il 54-58% a fronte di percentuali fra il 37 e il 41% per Ferruccio Sansa, unico candidato unitario Pd-M5s) e Campania dove la riconferma di Vincenzo De Luca sembra molto probabile (46-50%, mentre lo sfidante Stefano Caldoro, centrodestra, è tra il 34-38%) nelle altre regioni la situazione è più “fluida”.

In Puglia il candidato del centrodestra Fitto è avanti con il 39-43% ma rispetto a qualche settimana fa, è “inseguito” dal presidente uscente Michele Emiliano più da vicino: il suo consenso è stato rilevato tra il 36% e il 40%. A sfavore di quest’ultimo però pesa il fuoco amico di Italia Viva, che gli ha schierato contro Ivan Scalfarotto, che pur non pesando molto (è dato fra l’1,6% e il 2%) qualcosina comunque erode. A Pesare molto invece nel territorio pugliese è la candidata del M5S Antonella Laricchia, al 14,8% Non a caso il segretario dem Nicola Zingaretti, ieri a Bari ha invitato la base pentastellata “a non disperdere i voti, perchè votare Emiliano è l’unica possibilità per non permettere alla destra di mettere le mani sulla Puglia”: In Toscana il candidato del centrosinistra Eugenio Giani è avanti tra il 44,5 e il 46% ma è tallonato dalla sfidante del centrodestra Ceccardi che fa registrare un consenso intorno al 40,5 – 42%.

E anche qui la “concorrenza” della candidata cinquestelle Irene Galletti, data da vari istituti fra il 9% e il 10%, non depone a favore di Giani. A meno che gli elettori pentastellati non facciano il voto disgiunto, ipotesi che la Galletti ha decisamente scartato rimandando al mittente gli appelli. La sfida, quindi, sembra abbastanza aperta in Puglia e Toscana, con il delinearsi di scenari molto diversi dall’inizio della campagna elettorale, quando il distacco fra i candidati di centrodestra e centrosinistra era in entrambe le regioni più evidente. Ma, come sempre, conteranno molto queste due ultime settimane.