La pedofilia agita ancora le acque della Santa Sede. Rinviato a giudizio l’ex nunzio apostolico nella Repubblica dominicana Josef Wesolowski

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Lo scandalo pedofilia continua ad agitare le acque della Santa Sede. Ieri il presidente del tribunale del Vaticano ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex nunzio apostolico nella Repubblica dominicana, Jozef Wesolowski, già ai domiciliari per pedofilia da giugno dello scorso anno. L’11 luglio si terrà la prima udienza. Il rinvio dell’ex arcivescovo polacco è stato deciso dal presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Giuseppe Dalla Torre, con decreto del 6 giugno. “Il quadro di accusa – ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – si basa sul materiale probatorio trasmesso dall’Autorità Giudiziaria di Santo Domingo circa gli abusi sessuali su minori”. Le accuse relative al materiale pedopornografico conservato dall’ex nunzio nel suo pc alla Casa del Clero di via della Scrofa, riguardano un reato introdotto dalla legge n. VIII del 2013 di Papa Francesco. “L’insieme delle gravi accuse – ha aggiunto padre Federico Lombardi – dovrà passare al vaglio dell’Organo giudicante, che potrà disporre, per il definitivo accertamento dei fatti, sia di perizie tecniche sugli apparati informatici utilizzati dall’imputato, sia eventualmente di forme di cooperazione giudiziale internazionale per la valutazione delle prove testimoniali provenienti dalle competenti Autorità di Santo Domingo”. Si tratta, ha tenuto a sottolineare il gesuita, di “una procedura delicata ed articolata, sulla quale è intendimento di tutte le parti coinvolte in giudizio effettuare i più attenti riscontri ed approfondimenti”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Lombardi ha anche precisato che Wesolowski è attualmente agli arresti domiciliari in Vaticano, beneficio concessogli “per ragioni di salute”.