La Pinotti conferma: l’Italia entra in guerra. Concesse basi militari e spazio aereo agli Stati Uniti per combattere l’Isis

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Il Governo italiano pronto a mettere a disposizione le basi militari agli Usa impegnati nei raid anti Is in Libia. Parola di Roberta Pinotti. Insomma, dopo quanto dichiarato già dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, anche la titolare del ministero della Difesa, ha sottolineato che, nel caso in cui dovesse rendersi necessario, l’Italia garantirà basi militari agli Stati Uniti in azione in Libia.

“Il Governo – ha detto il ministro rispondendo al question time alla Camera sui bombardamenti americani contro l’Is nell’area di Sirte in Libia – è pronto a considerare positivamente un eventuale utilizzo delle basi e degli spazi aerei nazionali a supporto dell’operazione militare Usa in Libia, dovesse tale evenienza essere ritenuta funzionale ad una più efficace e rapida conclusione dell’azione in corso”. La Pinotti ha poi ribadito che “l’Italia finora non è stata interessata” all’intervento americano che si svolge “in piena coerenza con la risoluzione Onu” e non prevede “l’uso di forze a terra, ma è volta a consentire alle forze libiche di sconfiggere l’Is a Sirte”.

“Il governo – ha precisato ancora il ministro – mantiene aperta una linea di dialogo diretta e assidua sia con la controparte libica, sia con gli alleati americani per verificare lo sviluppo dell’operazione e la necessità di un supporto indiretto. “Il Governo ritiene che il successo della lotta tesa alla eliminazione delle centrali terroristiche dell’Is in Libia sia di fondamentale importanza per la sicurezza non solo di quel Paese, ma anche dell’Europa e dell’Italia”.

Ad esprimere una posizione profondamente critica è stato il capogruppo di Sinistra Italia alla Camera, Arturo Scotto: “Le parole della ministra Pinotti sono state chiare: l’Italia è pronta a concedere le basi e lo spazio aereo per i bombardamenti americani in Libia. Sinistra Italiana chiede al governo un passaggio parlamentare e un voto formale del Parlamento”.

Il Parlamento di Tobruk, intanto, che ieri con la Russia aveva parlato di bombardamenti illegittimi degli Stati Uniti, ha convocato l’ambasciatore Usa per essere ascoltato dalla Commissione della Difesa e della Sicurezza nazionale “per chiarire – riferisce una nota – i raid Usa e le violazioni aeree senza permesso”, sulla città di Sirte contro l’Is.