La Procura indaga sulla morte della ragazza senegalese incastrata sotto il metrò a Roma. Ipotizzato l’omicidio colposo, ma forse si è trattato di un tragico incidente

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Un incidente dopo l’altro, la metropolitana di Roma è diventato un lager. Una donna senegalese è rimasta incastrata ieri sotto il convoglio alla stazione Lepanto. La donna, dalle immagini già visionate dagli inquirenti, sembrerebbe sia scivolata dalla banchina qualche attimo prima dell’arrivo del treno. Si sarebbe poi alzata e avrebbe disperatamente cercato di risalire sulla banchina. Tentativo vano perché nel frattempo è stata travolta.

L‘autista del mezzo, sotto shock, ha confermato agli investigatori di avere visto Adji Rokhoyia Wagne, questo il suo nome, soltanto all’ultimo minuto e di non essere riuscito a frenare in tempo utile. Ora si sta verificando anche se all’origine ci sia stato un malore della donna o una spinta involontaria di qualcuno che tra la calca e la fretta ha tentato di salire sul convoglio. Da subito i tanti parenti della donna accorsi quando si era sparsa la voce dell’incidente avevano escluso l’ipotesi che lei si volesse togliere la vita. Avevano anche raccontato che la donna viveva a Ladispoli da due anni e che aveva un appuntamento con un avvocato per risolvere alcune questioni sui documenti.

Ma intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, anche se al momento per gli inquirenti si tratterebbe solo di un tragico incidente. Due anni fa, sempre in centro, una donna rimase incastrata tra le porte della metropolitana e fu trascinata per alcuni metri, mentre qualche mese fa, alla stazione Repubblica, crollò la scala mobile e alcuni tifosi rimasero feriti.