La quarantena si riduce a 10 giorni. Ultimi ritocchi al nuovo Dpcm, la firma in serata. Speranza: “Il 75% del contagio avviene in famiglia. C’è bisogno di maggiore rigore”

dalla Redazione
Politica

“Il lockdown vogliamo evitarlo e per questo prevederemo nuove norme più restrittive. Siamo in una fase diversa e abbiamo bisogno di maggiore rigore da parte di tutti. Ciò che non è essenziale va gestito con la massima responsabilità. Interverremo sulle feste, sugli orari dei locali per evitare assembramenti. Questo è il messaggio giusto da dare in questo momento”. E’ quanto ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, parlando delle misure per arginare l’epidemia di Coronavirus contenute nel prossimo Dpcm. Decreto che Palazzo Chigi cercherà di licenziare già stasera, come ha annunciato, questa mattina, il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte.

“Ad oggi – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo – il 75% del contagio avviene tra le relazioni familiari o tra le relazioni strette. Questo vuol dire che con gli sconosciuti manteniamo le distanze, ma quando incontriamo persone con cui siamo in confidenza, parenti o amici, tendiamo ad abbassare la guardia. Quindi dobbiamo fare uno sforzo anche nelle relazioni più strette”.

“Proveremo a incidere su aspetti della vita delle persone che non sono essenziali. Abbiamo investito sulle scuole – ha detto ancora Speranza -, che riteniamo essenziali, e teniamo i ragazzi in sicurezza all’interno delle scuole, ma non all’esterno. Ecco perché tra le misure ho proposto che vengano vietate le feste private. Ovviamente aumenteremo i controlli, ma mi fido molto dei genitori e delle persone. Sono convinto che la stragrande maggioranza delle persone seguirà il divieto, così come avvenuto nei mesi più difficili. Siamo in un cambio di fase. Dopo una serie di misure che hanno allargato le maglie della rete che avevamo costruito, ora siamo costretti a restringerle”.

“Da oggi il Cts – ha annunciato il ministro della Salute al termine della riunione urgente del Comitato tecnico scientifico di ieri pomeriggio -, anche per alleggerire il carico che si sta sviluppando nella nostra società, ha stabilito una quarantena di 10 giorni, basandosi su dati scientifici. Domani sera (questa sera), molto probabilmente, firmeremo il nuovo Dpcm”.

“Era prevedibile che, essendo il virus esattamente vivo come quando l’abbiamo lasciato, ci saremmo ritrovati di fronte ad un aumento dei casi. L’errore è di chi ha ritenuto di poter dire anzitempo che la questione era già risolta” è il parere, invece, del sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa. “Il governo non ha mai ritenuto né sostenuto che la questione fosse risolta – ha detto ancora -, tant’è vero che non sono venute meno in estate le restrizioni. E’ evidente che più le persone si muovono in libertà più il rischio si alza – ha aggiunto -. Inoltre, per la sua natura, questo virus si moltiplica in modo esponenziale”.

“Dai 200 casi dell’estate, si è arrivati a superare 5000 – ha aggiunto Zampa -, ora dobbiamo fare in modo che si fermi e non cominci a correre come in passato, da qui la decisione di stringere”. Sulle terapie intensive il sottosegretario ha spiegato: “In alcune regioni sono stati creati nuovi posti, in altre non si è adeguato il piano. Credo sarebbe giusto indicare ai cittadini quali sono le Regioni che non si sono adeguate e intanto esortarle ad adeguarsi”.

In merito ai tamponi, “abbiamo quadruplicato la capacità di testing rispetto ai mesi scorsi e il numero dei nuovi contagi va rapportato al numero enormemente più alto dei tamponi, va letto in percentuale. Ora entreranno a regime anche i test rapidi”. Infine, sulla riduzione del tempo di quarantena, Zampa ha spiegato: “Dieci giorni sono ormai, dagli ambienti scientifici e clinici, considerati sufficienti. Ci sono state persone che, per aver avuto un contatto a distanza con un positivo, sono state anche più di 14 giorni in isolamento, anche per le lungaggini delle Asl”.