La querelle della stangata

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Dopo la mazzata all’ottimismo assestata da Piercarlo Padoan ci pensa Giuliano Poletti ad aggiustare il tiro per evitare allarmismi, specie sull’incubo manovra d’ottobre. “In aututunno non servirà una manovra correttiva” ha spiegato il ministro del Lavoro a Radio Capital. “La manovra sostanzialmente – ha aggiunto – dovrà essere la legge di stabilità”. Dichiarazioni che sembrano cozzare con il pietoso stato dei nostri conti pubblici, di cui ha parlato giovedì Padoan.

L’altro problema, sollevato ieri dall’Istat, è quello della disoccupazione, in particolare quella giovanile che ha raggiunto il record del 43,7%. Per Poletti il fine del governo (nei prime mille giorni) per quanto riguarda il lavoro, è quello di scendere a un tasso di disoccupazione sotto al 10%. “Entro la fine dell’anno – ha spiegato – dovremo invertire il segno da meno a più. L’obiettivo è quello di tornare ai livelli del 2008”. Per il ministro i nostri giovani “non sono né bamboccioni, né choosey, sono disorientati”. Poletti ha poi difeso il programma “Garanzia giovani” la cui finalità è quella di dare ai giovani un’occasione, il lavoro verrà dopo. Siamo partiti il primo di maggio, in tutta Italia abbiamo 140 mila giovani iscritti in tre mesi, non sono pochi. Il programma avra’ una durata di due anni”.