La Raggi deve andarsene. Alemanno attacca: Marra non era il ponte tra M5S e Centrodestra

di Stefano Sansonetti
L'intervista

Da ex sindaco ne ha viste e gliene sono capitate tante. Del resto gestire Roma senza uscirne stritolati sembra impossibile per chiunque. Detto questo, su un punto Gianni Alemanno non ha dubbi: dopo l’arresto di Raffaele Marra, capo del personale del Campidoglio, “Virginia Raggi si dovrebbe dimettere”. Ma poi ci infila un’ipotesi di retroscena gustoso, spiegando che “la sindaca alla fine non si dimetterà, perché il M5S manderà qualcuno dal Parlamento a commissariarla”.

Come vede questa storia dell’arresto di Marra?
Sulla questione giudiziaria non mi esprimo, ma mi sembra chiaro che la Raggi sia stata a dir poco cocciuta nel difendere la posizione del funzionario quando c’erano già ampie avvisaglie di comportamenti sopra le righe.

Perché la Raggi ha difeso Marra così insistentemente, prima scegliendolo come vicecapo di gabinetto e poi piazzandolo a capo del dipartimento del personale?
Su questo sento molti teoremi. Secondo me è più che altro un’espressione dell’inadeguatezza della Raggi e dei Cinque Stelle. Del resto Marra è uno intraprendente, si è costruito molti rapporti coi pentastellati e con alcuni loro uomini forti come Daniele Frongia. E così è stato coinvolto dalla nuova giunta che lo ha visto come una specie di stregone bianco.

Lei conosce Marra molto bene. Del resto la vicenda immobiliare che ora ha portato all’arresto del funzionario risale al 2013, quando il dirigente era capo del Dipartimento politiche abitative della sua giunta…
Mettiamo in ordine le cose. Conobbi Marra, col quale non ho più rapporti da anni, nel 2009, quando lui si voleva allargare molto in Campidoglio. Io gli dissi di no, così lui andò in distacco prima alla Rai e poi alla Regione Lazio, sempre come dirigente capitolino. Quando la giunta Polverini cadde, ritornò al Comune. Noi non sapevamo dove piazzarlo, e come ripiego lo abbiamo messo alle Politiche abitative. Ma era un corpo estraneo.

La vicenda Marra chiama in causa l’immobaliarista Sergio Scarpellini. Quanto pesano ancora i cosiddetti “palazzinari” in Campidoglio?
Guardi, avere rapporti è normale; dipende come lo si fa. Con il centrosinistra Scarpellini aveva instaurato una situazione di monopolio nei servizi. Noi ci siamo ritrovati questa situazione.

Prima le dimissioni dell’assessore Muraro, perché indagata, poi l’arresto di Marra. Che dovrebbe fare la Raggi?
Si dovrebbe dimettere, perché questi mesi sono stati disastrosi, con la paralisi dell’amministrazione. La Raggi era la peggiore dei consiglieri comunali pentastellati, è stata scelta solo perché telegenica. Ma alla fine non si dimetterà e il Movimento Cinque Stelle provvederà a commissariarla, magari inviando qualche personalità forte dal Parlamento. Come provò a fare i Partito democratico con Ignazio Marino.