La Rai tira calci alla sobrietà. Spende milioni per la moviola. Soldi a volontà per i servizi grafici sportivi: bando esterno da 2,5 milioni. Non bastava la redazione sportiva interna

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di Carmine Gazzanni

Moviole, classifiche, tabelle, calendari, schemi, formazioni. Immaginate se i programmi di Rai Sport, a cominciare dalla Domenica Sportiva, fossero sprovvisti di tutto quell’apparato tecnologico che permette di capire se quel gol era in fuorigioco o se quel rigore c’era davvero. Impossibile, si dirà a giusta ragione. Quasi come se la partita e i commenti a caldo a cui gli italiani sono tanto abituati, non fossero più gli stessi. Un servizio fondamentale, dunque, a cui la Rai non vuole assolutamente rinunciare, per il bene dei suoi telespettatori. E, d’altronde, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno se consideriamo che la redazione sportiva della Rai è una delle più numerose dell’azienda pubblica. Figuriamoci se non ci siano risorse interne specializzate nel costruire grafici, nei replay o nelle formazioni virtuali da mandare in onda durante le trasmissioni sportive. E invece no: pare proprio che non ci sia proprio nessuno in grado di farlo. Tanto che è stato necessario indire un bando esterno dal valore esorbitante di ben 2,5 milioni di euro. La documentazione relativa alla gara è stata pubblicata, in sordina, il primo dicembre. E le varie ditte interessate alla mega torta avranno tempo fino al 14 gennaio.

L’APPALTO – Parliamo, nel dettaglio, del bando riguardante il “servizio di grafica computerizzata per Rai Sport”. Ma, per capire più a fondo di cosa parliamo, prendiamo in mano il capitolato tecnico. L’azienda vincitrice dovrà occuparsi della “grafica statica” (per le classifiche, ad esempio) ma anche di quella “tracciata”, ovvero quella grafica 3D che risponde perfettamente alla realtà fisica (dalla linea del fuorigioco fino all’area circolare nel caso di un calcio di punizione). Senza dimenticare, poi, tutta la marea di “marker, spotlight, frecce, lenti di ingrandimento, linee, angoli di gioco, laserwail, testi, giocatori scontornabili” affinché siano utili per il racconto della domenica calcistica.

PROMESSE DA MARINAIO – Insomma, un aspetto – quello tecnologico – determinante per la redazione sportiva a cui, però, la Rai ha deciso di far fronte non investendo sulle risorse interne ma tramite un bando di gara e, dunque, tramite una società esterna. Che sarà pagata – dettaglio non da poco – profumatamente. Il bando, infatti, prevede una durata di diciotto mesi, rinnovabili per altri sei. Il tutto, per un costo totale che tocca i 2 milioni 455 mila euro. Non c’è che dire: un bel gruzzoletto che – c’è da giurarci – farà gola a tanti. Con buona pace per le casse pubbliche. Checché ne dica il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto il quale, solo pochi mesi fa, nel lanciare la sua nuova Rai, aveva parlato di spending review, precisando che “ogni soldo risparmiato sarà un soldo che verrà investito nella nostra azienda per sviluppare nuovi contenuti: investiremo, insomma, più soldi nel prodotto”. Parole sante. Peccato siano state solo parole. Almeno fino ad ora.

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