La rapina alla banca si fa online, scoperta truffa ai correntisti nella Locride: 27 arresti a Reggio Calabria

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Nell’era del web la rapina diventa digitale. E così un gruppo di 27 persone ha messo in piedi una truffa ai correntisti di varie banche sfruttando le potenzialità di Internet.  È quanto ha scoperto la Guardia di finanza nell’ambito di un’inchiesta condotta nella Locride, a Reggio Calabria. Le indagini sono iniziate dopo le denunce presentate da numerosi clienti di istituto di credito, che hanno subito la sottrazione di somme di denaro.

I componenti della banda dovranno rispondere a vario titolo dei reati di associazione a delinquere, riciclaggio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso o sistemi informatici o telematici, falsità in scrittura privata , sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

Il meccanismo era molto sofisticato, soprattutto per le competenze richieste: attraverso la complicità di personale interno alle banche, o facendo ricorso alla capacità di informatici esperti, i “rapinatori del web” otteneva i codici dei conti correnti per effettuare operazioni online. Così, tramite bonifico, trasferivano som e ingenti su altri conti creati appositamente. Per poi essere svuotati e immediatamente chiusi per impedire di essere rintracciati. I titolari del conto corrente truffato si ritrovavano così con un’operazione “normale”, sicuramente regolare, sebbene non fossero stati loro a compierla.

Locride digitale
“Sorprende che un territorio come quello della provincia di Reggio Calabria, che conosciamo per altre tipologie di reati e di associazioni criminali, ospiti anche soggetti dediti alle truffe. Ma c’è anche questo”, ha affermato il procuratore capo della Dda reggina, Federico Cafiero de Raho. “La specificità della truffa, in questo caso, è data dalla capacità della banda di recuperare i codici di accesso di diversi istituti di credito che operano anche on line,  e ordinare operazioni di trasferimento di ingenti somme di denaro dai conti riferibili a quelle banche e incassare i proventi di tali truffe”, ha sottolineato il magistrato. Dunque, l’organizzazione ha dovuto individuare diverse figure di ogni settore: dall’informatica alla gestione dei conti correnti.

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di Gaetano Pedullà

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