La ripresa post pandemia non passa dall’austerity. Per Bankitalia la ripartenza graduale dell’economia da giugno permetterà di riassorbire la flessione del Pil

di Francesco Carta
Politica

Nell’Italia post emergenza coronavirus non ci sarà spazio per politiche di austerità. Il monito viene da Bankitalia, nel corso di un’audizione sul Def. Secondo Palazzo Koch le misure adottate per far fronte all’emergenza coronavirus sono “appropriate nell’entità e nel disegno alla fase dell’epidemia in cui sono state varate”. Per questo dovranno essere riviste “passata l’emergenza” e “l’azione pubblica sarà necessaria anche per assicurare il rilancio dell’economia”. Sul tema interviene anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: quelle contenute nel Def rappresentano “cifre imponenti il cui impiego è tuttavia necessario per proseguire e rafforzare il sostegno economico a famiglie e imprese già avviato con i precedenti provvedimenti e per aiutare la ripresa dell’economia”.

E sulla politica di bilancio rassicura: no a misure lacrime e sangue. Le prospettive macroeconomiche presentate dal Def sono “coerenti” con il quadro stimato da Palazzo Koch, ma si collocano in un ventaglio di valutazioni “eccezionalmente ampio”. Secondo le stime contenute nella bozza del Def il Pil subirà una contrazione dell’8% nel 2020. L’impatto di ogni settimana di stop è pari a 0,75 punti di Pil. In questa fase, ricorda però Bankitalia, “tutte le previsioni macroeconomiche rappresentano soprattutto analisi di scenario, basate su ipotesi alternative epidemiologiche ed economiche”.

La flessione dell’8%, in particolare, “può essere coerente con l’ipotesi di una durata limitata delle misure di contenimento e di un loro graduale riassorbimento a partire da giugno, con una ripresa relativamente rapida dell’attività nella seconda parte dell’anno e con un contestuale recupero dell’economia globale”. Le misure fin qui adottate per contrastare l’impatto economico della pandemia “stanno contribuendo a contrastare le ripercussioni sulle famiglie e a evitare una crisi di liquidità delle imprese che avrebbe avuto conseguenze assai gravi”, rileva il capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia Eugenio Gaiotti. Per l’economista “è condivisibile la valutazione espressa nel Def, secondo cui l’economia avrà bisogno di un adeguato periodo di sostegno e rilancio, durante il quale politiche di bilancio restrittive sarebbero controproducenti”.