La rivolta dei migranti a Cona è un assist alla Lega. Salvini chiede le espulsioni di massa, mentre il Governo dimentica i suoi impegni

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Tutto come previsto. La rivolta nel centro di accoglienza di Cona, a Venezia, ha scatenato Matteo Salvini. Il leader della Lega ha promesso “espulsioni di massa” con l’uso delle “navi della Marina Militare”. Gli stessi toni sono stati usati da Maurizio Gasparri: “È inutile fare riunioni con i vertici delle forze dell’ordine per mostrare il volto severo dello Stato se non si blocca immediatamente il trasporto dei clandestini e non si avviano procedure di espulsione in massa”, ha dichiarato il senatore di Forza Italia.

Ma d’altra parte c’è chi fa notare e con tutt’altre posizioni, come quella dei deputati di Possibile, che la questione è stata ignorata dal Governo. Eppure l’Esecutivo era stato impegnato da una mozione parlamentare approvata a maggioranza: il documento chiedeva di “ripensare gli attuali strumenti di gestione dell’immigrazione irregolare” e a “ridurre a misura eccezionale, o comunque del tutto residuale, il trattenimento dello straniero ai fini del suo rimpatrio, assumendo iniziative per rivisitare le norme che sanzionano l’ingresso e il soggiorno irregolare”.

Il deputato di Sinistra italiana, (Si) Giovanni Paglia, ha ribadito la tesi: “Tutto quello che è successo poteva essere evitato: nel novembre scorso una delegazione parlamentare di Sinistra italiana ha visitato il Cpa di Cona, e all’inizio di dicembre abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno in cui denunciavamo gravissime carenze strutturali nell’organizzazione del Cpa di Cona”. La struttura è infatti caratterizzato da “sovraffollamento, condizioni di vita insostenibli, circa il 50% degli oltre mille ospiti analfabeti a fronte di 73 tirocini formativi, difficoltà di garantire assistenza sanitaria, un centro considerato di transito dove risiedevano persone da ben oltre 12 mesi, e così via”, ha ricordato il parlamentare di Si. Anche la vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani, ha ammesso le falla nella gestione dei flussi: “Resto convinta che sia necessario aumentare le espulsioni. E resto convinta che i Cie non siano l’unica soluzione, anzi, nella forma che abbiamo conosciuto non hanno funzionato per niente”.

Così Salvini ha trovato terreno fertile per lanciare una delle sue invettive: “In Bulgaria a novembre, dopo un episodio simile, centinaia di ‘richiedenti asilo’ violenti sono stati espulsi. In Italia invece a questa gentaglia non succederà nulla. Quando sarò al governo, espulsioni di massa, chiusura dei centri e navi della Marina Militare che, dopo aver soccorso tutti, li riportano indietro”, ha scritto su Facebook.