Dopo la rottura Pisapia contro i bersaniani: “Mdp lontano dal progetto iniziale, non gioco per perdere”. E Rosato (Pd) ci mette il carico: “È ancora D’Alema che dà le carte”

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Il giorno dopo l’intervista di Roberto Speranza al Corriere, con la quale il leader di Mdp ha di fatto dato il benservito a Giuliano Pisapia, il leader di Campo progressista contrattacca dalle colonne di Repubblica. “Mi pare che parte di Mdp si sia allontanata dal progetto iniziale. Che era e resta quello di costruire una forza aperta e ragionevole. Una forza di sinistra deve avere l’ambizione di migliorare le condizioni di vita delle persone, non di abbaiare alla luna – ha detto l’ex sindaco di Milano –. Questo è il nostro progetto. A giocare per perdere sono già in tanti, non occorre il nostro contributo”.

Lo strappo si è consumato domenica, quando l’ex capogruppo dem a Montecitorio, oggi coi bersaniani, ha spiegato: “Abbiamo parlato troppo di noi, ora basta. Bisogna correre, Pisapia è naturalmente protagonista di questa storia, ma non si può più perdere un solo minuto e neanche stare lì a parlare tutti i giorni di nomi dei big, invece che di proposte. È diventata una soap opera insopportabile”. “Non c’è problema. Buon viaggio a Speranza, sono sicuro che ci ritroveremo in tante battaglie”, aveva immediatamente ribattuto Pisapia. “Io continuo in quello che ho sempre detto non credo nella necessità di un partitino del 3%, credo in un movimento molto più ampio, molto più largo e soprattutto capace di unire, non di dividere”.

Sulla stessa linea del deputato di Mdp anche Pippo Civati: “L’intervista di Speranza – ha detto domenica il leader di Possibile – fa chiarezza sulla lista unica a sinistra. Era ora ed è ora. Finalmente c’è anche la data dell’assemblea. Non possiamo che esserne soddisfatti”. “La sinistra – ha aggiunto Civati – si muove. Da mesi chiediamo un percorso unitario con un profilo politico chiaro. Partendo dalle cose concrete e non dai dibattiti sulle alleanze”. “Qualcuno aveva deciso che Pisapia fosse il leader senza che nessuno lo avesse discusso”, ha rincarato la dose Nicola Fratoianni al Gr1. “Credo sia importante mettere in relazione l’esperienza di chi viene da un po’ più lontano di noi con la possibilità che una generazione diversa provi a fare un pezzo della strada che ha davanti – ha spiegato il segretario di Sinistra Italiana –. C’è bisogno di una proposta che sappia guardare a una generazione intera che in questi anni è stata esclusa dalla cittadinanza politica dunque anche dalla vita politica”.

“Nessuno mi toglierà mai dalla testa che chi dà le carte lì e traccia la linea è Massimo D’Alema”, ha detto il Pd il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato. I dem sono pronti ad accogliere i “transfughi”? “Non c’è nessun contatto in tal senso, non stiamo facendo una campagna acquisti – ha chiarito Rosato –. Non intendiamo interferire con il cammino faticoso che c’è in quel pezzo di sinistra. È certo che, quando leggo di colleghi che si preoccupano di non far vincere la destra, stiamo dicendo le stesse cose. E questo mi fa piacere”.