La rubrica di Mauro Masi. Apple e le Top di Internet costrette a resistere. La richiesta dell’Fbi di violare un telefonino rischia di aprire una back door impossibile da richiudere

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di Mauro Masi

Lo scontro tra la Apple e il governo federale americano per la possibilità di forzare il codice criptato  dell’IPhone 5 dall’attentatore di San Bernardino (14 morti lo scorso dicembre, operatori  di un centro per disabili uccisi a freddo da Syed Rizwan) si inserisce in uno scenario ben noto ai lettori di questa Rubrica. Ci sono da un lato le “over the tops” (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Facebook, Twitter) che difendono sempre e comunque la “net neutrality” e specificatamente la neutralità dei provider che, in una versione semplificata, si può riassumere così: noi forniamo gli strumenti, le strutture tecniche e i programmi ma quello che ci passa dentro ci è del tutto estraneo e quindi nessuno ci può accusare di alcun che in relazione ai contenuti sviluppati nei nostri sistemi.

In quest’ottica anche aiutare l’FBI a penetrare la password di un terrorista significa creare un precedente di coinvolgimento che, come detto, Apple e consorelle voglio evitare come la peste.

Su questa posizione si può essere più o meno d’accordo, quello che però è difficile da accettare è  che Apple motivi la sua decisione con la tutela della privacy dei propri clienti. Sentimento nobilissimo e largamente condivisibile: suona tuttavia un po’ paradossale che sia richiamato da una delle “over the top” le aziende regine assolute di Internet che del diritto alla privacy ha fatto strame e stravolto per sempre.

Detto questo ed evidenziati quelli che,  ad avviso di questa Rubrica,  sono davvero gli interessi in campo va anche sottolineato che se la richiesta dell’FBI di accedere alla parte criptata del cellulare del terrorista arabo-californiano si estenda poi – come ipotizza il CEO di Apple Tim Cook nella lettera ai clienti posta sul sito della società – alla creazione di una “back door” (porta di servizio) di sistema potenzialmente valida per tutti gli smartphones esistenti, effettivamente questo può rappresentare un pericolo. E ciò perchè se questa tecnologia dovesse essere realizzata (si parla di una nuova versione del sistema iOS, il sistema operativo mobile di Apple secondo al mondo solo ad Android) il rischio che, prima o poi, l’accesso possa essere kraccato da malintenzionati, può divenire concreto e reale perché nulla è davvero  inaccessibile quando comunque esiste un collegamento di Rete.

Insomma la questione è estremamente complessa e la soluzione che verrà trovata lascerà il segno a lungo non solo negli Stati Uniti.

Domenica 21 febbraio si è aperto a Barcellona il Mobile World Congress la più grande fiera di tecnologia mobile al mondo. Sono attesi il lancio di nuovi modelli da parte di Samsung, Lgs ed Huawei tuttavia, al di là degli aspetti più direttamente commerciali, sarà interessante vedere quanto il movimento che viene dall’Oriente di quella pletora di produttori che lanciano sul mercato sempre nuovi smartphones di accettabile qualità a prezzi stracciati,  inciderà sui trend del mercato.