La sceneggiata è finita. Pure in Campania da venerdì scatterà il coprifuoco. Stop alle attività commerciali dalle 23. E in Regione arrivano anche 100 militari

di Antonio Acerbis
Politica

Milano-Napoli, solo andata. Dopo la decisione di Attilio Fontana, arriva ora anche Vincenzo De Luca. Il governatore della Campania, seguendo le orme del Pirellone, ha deciso infatti di istituire il coprifuoco anche nella sua regione. L’idea iniziale era quella di partire alla fine del mese, ma la crescita vertiginosa dei contagi negli ultimi giorni ha imposto un’accelerazione: da venerdì stop in Campania a tutte le attività e alla mobilità a partire dalle 23. Coprifuoco, insomma, sulla scorta di quanto chiesto già al governo dalla Lombardia, per cercare di arginare la crescita dei casi Covid, con il bollettino regionale che anche ieri ha fatto segnare un aumento dei casi a quattro cifre (1312 positivi, circa trecento in meno rispetto a ieri a fronte però di un numero di tamponi effettuati inferiore).

A preoccupare il governatore campano, però, non è solo la risalita dei contagi. C’è, infatti, anche un problema di organico negli ospedali pronto a esplodere: “Abbiamo chiesto alla Protezione Civile 600 medici e 800 infermieri. Abbiamo avuto l’assicurazione – ha spiegato ieri Vincenzo de Luca – che invieranno 50 medici e 100 infermieri, clamorosamente al di sotto delle esigenze minime poste dalla Regione. Ad oggi – ha aggiunto – non è arrivato nessuno”. È anche partendo da qui che in giunta regionale è nata la necessità di un nuovo giro di vite con il provvedimento anti movida. “Volevamo partire – ha spiegato de Luca – dall’ultimo week end di ottobre ma lo facciamo ora. Dalle 23 di venerdì si chiude tutto anche in Campania così come in Lombardia”, ha detto in maniera più che chiara De Luca.

E in effetti l’ordinanza che la Regione sottoporrà al governo dovrebbe essere sulla falsariga di quella preparata dalla Lombardia con chiusura di tutte le attività, e divieto di spostamenti, tra le 23 e le 5 del giorno dopo. Ovviamente verranno consentiti gli spostamenti per motivi di lavoro o per esigenze sanitarie e verranno lasciate aperte attività di prima necessità come le farmacie. Ma per il resto barricate. Che la situazione sia grave, d’altronde, lo lascia intendere anche il fatto che il governatore ha incassato l’invio di 100 militari dal Viminale per intensificare i controlli Covid.

D’accordo con De Luca anche l’Ordine dei medici campano: “Non dimentichiamo che questa è una guerra e anche se al momento ci sembra che le cose vadano benino, far finta che non lo sia ci porterebbe al disastro”. Non sono, però, mancate critiche, sia dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris che da una parte dei grillini, a cominciare dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: “Sono molto preoccupato per la Campania – ha detto – È stato facile farsi pubblicità chiudendo tutto, ma ora il sistema sanitario è sotto pressione, così come quello dei trasporti”.