La scuola riparte in sicurezza e con una marcia in più. Il Governo stanzia 5,6 miliardi e punta sull’innovazione. Azzolina: “Dovrà dare qualcosa in più ai nostri studenti”

dalla Redazione
Politica

La ripartenza dopo l’emergenza sanitaria può essere una straordinaria occasione di innovazione per la scuola italiana. Questo il senso della lettera, resa nota dal Blog delle stelle e inviata a docenti e famiglie dalla ministra Lucia Azzolina, come accompagnamento alle Linee guida messe a punto dal Miur per la ripartenza da settembre, anche grazie ai 5,6 miliardi di euro stanziati finora dal Governo. “L’emergenza sanitaria che il Paese ha attraversato in questi mesi – scrive l’esponente dell’esecutivo Conte – e che ancora non ha terminato di dispiegare i propri effetti ha inciso profondamente sulla vita di tutti. Otto milioni di studentesse e di studenti hanno dovuto lasciare le loro aule, ex abrupto, per vivere una scuola diversa, una scuola da casa. Non era mai successo prima”.

“Grazie allo sforzo dei docenti – aggiunge Azzolina -, dei dirigenti scolastici, del personale ATA, di tanti dipendenti dell’Amministrazione ministeriale, centrale e territoriale, delle famiglie, che hanno dato un grande contributo, la scuola non li ha mai lasciati soli, non si è fermata. La comunità scolastica ha mostrato di essere un tessuto vivo e reattivo. In poche settimane, infatti, il sistema di istruzione italiano ha reagito, ha affrontato una crisi senza precedenti mettendo in piedi quasi da zero – perché praticamente da zero siamo partiti, anche a causa dei cronici ritardi del nostro Paese nei processi di formazione e digitalizzazione – la propria risposta in termini di didattica digitale a distanza. Con una rinnovata collaborazione fra Ministero dell’Istruzione e RAI sono stati messi a disposizione contenuti televisivi e programmi dedicati, anche in diretta, per integrare l’offerta”.

“Un patrimonio di esperienze e competenze – va avanti nella lettera il ministro dell’Istruzione – di cui andare fieri e da non disperdere assolutamente: rappresenta un’eredità importante per il futuro. Ora, però, è tempo di tornare nelle nostre aule. In presenza e in sicurezza. Insieme e senza paura. Con gli esami di Stato del Secondo ciclo abbiamo riaperto le scuole dopo un lungo lockdown. Chiudere le scuole è stata una ferita, un tormento che ci porteremo dentro. Tuttavia, dobbiamo ricordarlo sempre: è stata una scelta che ci ha consentito di salvare migliaia di vite umane. Ci aspettano adesso settimane di lavoro intenso per far suonare la campanella di settembre, tanto attesa e importante, perché le nostre ragazze e i nostri ragazzi si aspettano di fare ritorno fra i banchi, di rivedere i loro compagni di classe, gli insegnanti, di tornare a vivere nella loro comunità scolastica di cui, in questi mesi, tutti hanno riscoperto l’importanza. Perché la scuola è di tutti e di ciascuno come recitano le Indicazioni nazionali. È scambio, è accoglienza della diversità come valore irrinunciabile, è interculturalità, è confronto, è il luogo in cui si apprende, si cresce, ci si prepara al domani, alla vita. La scuola genera una convivialità relazionale intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi”.

“Quella di settembre – si legge in un altro passaggio della lunga lettera – sarà una scuola innovativa e aperta. Si dovranno organizzare nuovi spazi e riorganizzare quelli esistenti per garantire i distanziamenti e la sicurezza di tutti. Ma sarà anche una scuola che, reagendo all’emergenza, dovrà dare qualcosa in più ai nostri studenti. Penso ai patti di comunità con le realtà presenti sul territorio, che consentiranno di esplorare di più le opportunità che offrono, dai teatri ai musei. Sarà una scuola radicata nel presente, ma con lo sguardo rivolto al futuro, perché ogni pietra che metteremo in questa ripresa sarà la base su cui costruire la scuola di domani. Abbiamo la straordinaria occasione di puntare sul digitale, sulla formazione del personale scolastico, sull’innovazione della didattica e degli ambienti di apprendimento, sul miglioramento dell’edilizia scolastica. Ambienti di apprendimento che non devono essere intesi solo in senso fisico, ma come spazi mentali ed emotivi che incoraggino l’apprendimento collaborativo”.

“Nei primi mesi dell’anno – spiega ancora la ministra Azzolina -, e in vista del prossimo anno scolastico, il Ministero dell’Istruzione, insieme a tutto il Governo, ha mobilitato nuove risorse per il settore scuola per un ammontare di 4,6 miliardi di euro. Fondi per l’edilizia scolastica, per la gestione dell’emergenza, per la chiusura dell’anno scolastico in corso e per l’avvio del prossimo. A giorni partirà anche un avviso per azioni di supporto al diritto allo studio degli studenti e delle studentesse meno abbienti: 236 milioni per l’acquisto dei libri di testo e kit didattici. La scuola è tornata ad essere, finalmente, un settore su cui investire. Una scelta precisa che guarda al futuro del Paese. Sono state dispiegate risorse economiche importanti per organizzare l’avvio in presenza e in sicurezza del nuovo anno. Sulla base delle analisi che i tavoli regionali ci restituiranno, a cominciare dalla prima settimana di lavoro seguente alla pubblicazione di questo Piano per la riapertura delle scuole, il Ministero impiegherà risorse aggiuntive, con una dotazione ulteriore di un miliardo di euro, per risolvere le eventuali criticità emergenti. Continuerà, in parallelo, il lavoro già avviato in queste settimane di progettazione, pro futuro, di un Piano pluriennale di intervento attraverso il finanziamento dei nuovi fondi europei, a partire dal c.d. Recovery fund”.

Vogliamo infatti dedicarci, per i prossimi anni, grazie alle opportunità e alle risorse europee, ad una progettazione di lungo respiro, stabile, duratura. Di visione. Un modo anche per capitalizzare i sacrifici di questi mesi – scrive ancora il ministro dell’Istruzione -, in cui l’importanza della scuola è riemersa con forza. A fronte di un lavoro serio e condiviso siamo convinti di poter davvero trasformare il dramma di questa crisi in una grande occasione di svolta. Una svolta seria, ponderata e di prospettiva, che non può che puntare alla riduzione del numero degli alunni per classe, alla lotta contro la dispersione scolastica, alla formazione del personale della scuola, al potenziamento della mobilità europea dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, alla valorizzazione degli ITS. Senza dimenticare un grande investimento pluriennale sull’edilizia scolastica, che dia al Paese edifici sicuri e ambienti di apprendimento all’altezza delle sfide del tempo che viviamo. La rotta è stata definitivamente invertita. Non si parla più di tagli. Una promessa che abbiamo mantenuto”.

“A settembre – conclude nella lettera Azzolina – ci attende non solo l’avvio del nuovo anno scolastico, ma di un anno scolastico nuovo. Siamo anche di fronte ad una stagione nuova. La scuola, ancora più forte e consapevole della propria importanza e potenzialità dopo questo lockdown, può e deve ora fare un ulteriore scatto in avanti, con l’alleanza di tutti. Dalla scuola passano il nostro presente e il nostro futuro. Abbiamo il diritto di sognare una scuola migliore, nonché oggi il dovere morale e storico di realizzarla con l’aiuto di tutti voi”.