La Shalabayeva può tornare. Ma ormai è troppo tardi

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Ad Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, è stata revocata l’espulsione dall’Italia e quindi la donna potrà rientrare nel nostro Paese. “Il Ministero dell’Interno, acquisite le valutazioni legali previste per legge – spiegano da Palazzo Chigi – provvederà ad attivare la revoca in autotutela del provvedimento di espulsione sulla base delle circostanze e della documentazione sopravvenute, che consentono ora, e anzi impongono, una rivalutazione dei relativi presupposti”.

Il dissidente Ablyazov si era rifugiato a Londra ed è ricercato in patria per presunte truffe; sua moglie, Alma Shalabayeva, il 31 maggio scorso è stata allontanata dall’Italia insieme alla figlia di sei anni. Oggi una lunga riunione si è svolta a palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Enrico Letta, il vicepremier Angelino Alfano, il ministro degli Esteri Emma Bonino e il guardasigilli Anna Maria Cancellieri per mettere a punto la posizione italiana sulla vicenda.

“A seguito della revoca del provvedimento di espulsione – si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi – che verrà immediatamente resa nota alle autorità kazake attraverso i canali diplomatici, la signora Alma Shalabayeva potrà rientrare in Italia, dove potrà chiarire la propria posizione”. Per spiegare tale decisione sul caso di Shalabayeva, da palazzo Chigi rendono noto che “sono stati acquisiti in giudizio e conseguentemente dalla pubblica autorità italiana, documenti, sconosciuti all’atto dell’espulsione, dai quali sono emersi nuovi elementi di fatto e di diritto che, unitariamente considerati, hanno consentito di riesaminare i presupposti alla base del provvedimento di espulsione pur convalidato dall’autorità giudiziaria”.

PROCEDURE CON COMUNICATE A GOVERNO ITALIANO – “Risulta inequivocabilmente che l’esistenza e l’andamento delle procedure di espulsione – si legge inoltre nella nota – non erano state comunicate ai vertici del governo: né al presidente del Consiglio, né al ministro dell’Interno e neanche al ministro degli Affari Esteri o al ministro della Giustizia”. “La regolarità formale del procedimento – informano da Palazzo Chigi – e la sua base legale sono state accertate e convalidate da quattro distinti provvedimenti di autorità giudiziarie di Roma (Procura della Repubblica del Tribunale dei minorenni il 30 maggio, Giudice di Pace il 31 maggio, Procura della Repubblica presso il Tribunale e Procura della Repubblica per i minorenni il 31 maggio). A questi provvedimenti è da aggiungere l’indagine avviata dalla Procura di Roma nei confronti della signora Alma Shalabayeva, al cui ambito appartiene il provvedimento di dissequestro del giudice del riesame concernente il denaro e la memory card sequestrati alla signora”.

ALFANO E CAPO POLIZIA ACCERTERANNO RESPONSABILITA’ – “Resta grave la mancata informativa al Governo sull’intera vicenda – spiegano da Palazzo Chigi – che comunque presentava sin dall’inizio elementi e caratteri non ordinari. Tale aspetto sarà oggetto di apposita indagine affidata dal ministro dell’Interno al capo della Polizia, al fine di accertare responsabilità connesse alla mancata informativa”.

GOVERNO ATTIVO PER GARANZIA DIRITTI SHALABAYEVA – “È importante sottolineare che il Governo – si legge infine – colti i profili di protezione internazionale che il caso ha sollevato, si è immediatamente attivato, attraverso sia il Ministero dell’Interno sia il Ministero degli Affari esteri, per verificare le condizioni di soggiorno in Kazakistan della signora e della figlia, nonché a garantirle il pieno esercizio del diritto di difesa in Italia avverso il provvedimento di espulsione convalidato dal giudice di pace”.

“Con riferimento ad alcune interpretazioni apparse su organi di stampa odierni sul provvedimento di espulsione di Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua, la Farnesina ribadisce che il Ministero degli Esteri non ha alcuna competenza in materia di espulsione di cittadini stranieri dall’Italia nè, in base alla normativa, ha accesso ai dati relativi a cittadini stranieri ai quali sia riconosciuto da Paesi terzi lo status di rifugiato politico”. Lo si apprende da una nota della Farnesina.

“La sola prerogativa del Ministero degli Esteri – si legge ancora nella nota – è di verificare l’eventuale presenza nella lista di agenti diplomatici accreditati in Italia di nominativi che possano essere di volta in volta segnalati dalle autorità’ di sicurezza italiane. Nel caso di specie – informano ancora dal Ministero – in conformità con la prassi vigente, nessuna indicazione è stata fornita alla Farnesina circa i motivi della richiesta di informazioni sull’eventuale status diplomatico della signora Shalabayeva”.