La sinistra cerca Speranza. Ma Renzi non schioderà. Iniziate le manovre per contrastare la leadership dem

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di Stefano Iannaccone

La missione è impossibile. O quasi. Bisogna trovare un anti-Renzi al congresso del Partito democratico, anticipato o meno che sia. L’obiettivo principale è di indebolire la leadership del segretario. Il sogno sarebbe addirittura di conquistare la segreteria, dettando le condizioni. A cominciare dalla rottura di qualsiasi accordo con “i residui del berlusconismo”, come sono stati definiti i verdiniani. Tuttavia nella minoranza del Partito democratico prevale il realismo: il successo è difficile da raggiungere, ci si accontenta di una buona prova per evitare che il segretario continui a imperversare su tutti i fronti. La sinistra del Pd sta così preparando le sue truppe per il congresso.

PAPABILI – La rosa dei possibili candidati non è poi così ricca di nomi. L’unico spendibile sembra essere Roberto Speranza, ex presidente dei deputati. Non a caso ha lasciato l’incarico di capogruppo alla Camera al renzianissimo, Ettore Rosato. Quel ruolo lo avrebbe comunque costretto ad assecondare i dettami del leader. Inoltre, è stato proprio Speranza a esporsi nella richiesta di un congresso anticipato. Il suo profilo è gradito anche ai ‘big’ di quell’area politica, Gianni Cuperlo e soprattutto Pier Luigi Bersani. Il problema principale è di fare una sintesi tra le varie anime che si ritrovano sotto l’etichetta di ‘minoranza’. “Io voglio prima comprendere cosa vogliamo fare del partito. Non vorrei che iniziasse la rincorsa al nome, mettendo tutto sul piano personale”, spiega a La Notizia la senatrice dem, Lucrezia Ricchiuti, un tempo espressione civatiana a Palazzo Madama. Che aggiunge: “Sono preoccupata dal fatto che molte persone si sono allontanate e rischiamo di non poterle più recuperare”. Il discorso della minoranza potrebbe coinvolgere anche Matteo Richetti, il deputato che per un periodo era considerato il ‘numero due’ di Renzi. Poi, come è capitato a molti altri, è ‘caduto in disgrazia’ per aver mosso qualche rilievo di troppo. E ora vive l’evoluzione del Pd con un certo disagio espresso in alcune interviste.

ROSSI BOCCIATO – Un altro nome mediaticamente appetibile è quello del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, da sempre ritenuto il vero oppositore interno del segretario E in effetti vanta un buon curriculum di anti-renziano, come testimonia il referendum anti-trivelle che lo ha visto in prima linea. E senza dimenticare tutte le occasioni in cui ha bacchettato il presidente del Consiglio sulle politiche per il sud. Ricordando la scomparsa del ‘masterplan’ per il Mezzogiorno annunciato la scorsa estate. E mai visto. “Serve un piano per il Sud con risorse straordinarie per dare un nuovo ruolo al Mezzogiorno nel contesto dell’Europa”, ha affermato Emiliano. Tuttavia, l’ex magistrato ha sempre negato la possibilità di correre al congresso. “Devo governare la Puglia”, è la motivazione ufficiale. Quindi, niente impegno sul piano nazionale, salvo ripensamenti. È certa invece la drastica bocciatura della minoranza per il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, già sceso in campo. “È in continuità con Renzi. Non capisco il senso della sua candidatura”, dice Ricchiuti. Ancora più severo il giudizio del bersaniano Carlo Pegorer: “Rossi è una persona rispettabile. Ma per una vera alternativa sono ancora lontani. Infatti di alternativo alla leadership del Pd troviamo poco o niente nelle sue parole”. In ogni caso il congresso difficilmente sarà anticipato da Renzi. Preoccupato da molte altre scadenze, a partire da quelle delle Comunali.

Twitter: @SteI

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