La situazione epidemiologica è in ulteriore peggioramento. L’Italia verso lo scenario 4. Conte: “Costretti a intervenire per mitigare il contagio”

dalla Redazione
Politica

“Il quadro epidemiologico nazionale ed europeo appare particolarmente critico, la pandemia corre inesorabilmente in tutto il continente. L’Europa è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime due settimane la maggior parte dei paesi europei ha fatto registrare un incremento dei casi superiore ai 150 contagi per 1000 abitanti. Anche nel nostro paese la situazione epidemiologica è in ulteriore peggioramento”. E’ quanto ha detto il premier, Giuseppe Conte, nel corso delle comunicazioni alla Camera sulla situazione epidemiologica e sulle eventuali ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 (leggi l’articolo).

“L’evoluzione dell’epidemia risulta molto preoccupante. Secondo i parametri stabiliti – ha aggiunto – il quadro è in via di transizione verso uno scenario di tipo 4, con particolare riferimento ad alcune regioni che già nel breve periodo accusano il rischio di tenuta dei servizi sanitari. Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità. Nel prossimo Dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute”.

“Nelle ultime settimane – ha spiegato il presidente del Consiglio – la recrudescenza della pandemia ha condotto a una moltiplicazione significativa dei contagi. Dal monitoraggio della settimana dal 19 al 25 ottobre risulta che il numero dei nuovi casi è quasi raddoppiato rispetto alla settimana precedente. Gli italiani contagiati sono in numero ben più elevato, anche se la gravità appare diversa e inferiore rispetto alla prima ondata. Non stiamo subendo una insostenibile pressione nei reparti di terapia intensiva, ma un crescente e preoccupante affollamento ai restanti reparti”.

“I pazienti in terapia intensiva – ha detto ancora il premier – al momento sono poco più della metà dei posti letto attivati grazie alle forniture incrementali fornite dal governo tramite il commissario. All’inizio dell’emergenza gli ospedali disponevano di 5.179 posti in terapia intensiva, in questi mesi abbiamo distribuito 3.370 nuovi ventilatori, i posti letto attivati e attivabili sono 9.052, +75%. Arcuri ha a disposizione 1.789 ventilatori che verranno distribuiti nei prossimi giorni che porteranno i posti letto a 10.841. Esiste un’alta probabilità che 15 regioni superino le soglie individuate come critiche di terapia intensiva e di aree mediche nel prossimo mese”.

“Per l’intero territorio nazionale – ha detto ancora il premier nel suo intervento alla Camera – pensiamo di disporre la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali. Intendiamo disporre la chiusura dei corner adibiti ad attività di scommesse e videogiochi ovunque siano collocati. Chiuderanno musei e mostre”. Il governo prevede, inoltre, di adottare a livello nazionale “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda” e la possibilità “che le scuole secondarie di secondo grado possano passare anche integralmente alla didattica a distanza, sperando che possa essere una misura temporanea”.

“Negli ultimi giorni vengo effettuati in media 200mila tamponi al giorno – ha sottolineato Conte -, quando a marzo erano circa 25mila. In Italia sono stati testati poco meno di 10 milioni di cittadini. Questi dati confermano che c’è una rilevante differenza rispetto alla prima ondata. Il Commissario Arcuri ha già acquistato 10 milioni di test rapidi che da questa settimana verranno distribuiti alle Asl e medici di medicina generale. Con queste forniture le regioni potranno fare circa 100mila test rapidi al giorno. In sostanza sarà possibile far crescere la capacità di screening della popolazione italiana, si potranno arrivare nei prossimi giorni fino a 350mila test al giorno. In caso di scenario particolarmente avverso, si potranno disporre di ulteriori mezzi e personale medico militare in parte già attivo”.

“L’interlocuzione con il Parlamento – ha aggiunto il presidente del Consiglio – e il pieno coinvolgimento di tutte le forze politiche costituiscono passaggi fondamentali. Per questo ho ritenuto di dover rimettere ai presidenti dei rami del Parlamento ogni decisione circa gli strumenti per realizzare questo obiettivo, rispetto alle decisioni che il governo è chiamato ad assumere con la massima speditezza a fronte di una costante evoluzione anche repentina del quadro epidemiologico. Ascolterò con la massima attenzione le diverse posizioni che emergeranno dal dibattito e preannuncio la mia disponibilità ad accogliere i rilievi, le osservazioni contenute nelle risoluzioni”.

“Ho prospettato ai leader dell’opposizione – ha detto ancora il presidente del Consiglio – la possibilità di costituire un tavolo di confronto con il governo per assicurare alle forze di opposizione stesse, una piena e costante informazione per offrire l’opportunità di rappresentare più direttamente e puntualmente istanze e proposte. Al momento questa proposta è stata rifiutata, se ci fossero ripensamenti la proposta permane immutata e rassicuro che non sottende una confusione di ruoli o mira a una sovrapposizione di responsabilità”.

“Si dice spesso – ha concluso il premier Conte – che ogni crisi è una opportunità di cambiamento e trasformazione, quella che stiamo vivendo è la terza crisi in 15 anni, sta volta l’Italia, l’Europa e l’occidente hanno la possibilità di imprimere una vera svolta che è mancata dopo i precedenti episodi di crisi. Anche in un momento così drammatico non possiamo permetterci di distogliere lo sguardo verso il futuro, non conosciamo il volto dell’Italia che verrà ma sappiamo con certezza che le trasformazioni in atto lo cambieranno profondamente. Nessuno può sentirsi esonerato da questa sfida di portata storica, e ancora una volta mi permetto di rivolgere un invito a tutte le forze e le energie del paese: restiamo uniti in questo drammatico momento, a dispetto delle diverse idee, in nome dell’unità e dei valori che sono a fondamento del nostro quadro costituzionale”.