La sostenibilità sociale in cima alle priorità. Ma secondo il rapporto Censis-Tendercapital cresce la sfiducia. Il tenore di vita peggiora per 7,6 milioni di italiani

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“Cinque milioni di italiani hanno difficoltà a mettere in tavola un pasto decente, 7 milioni e 600mila hanno avuto un peggioramento del tenore di vita. Il 60% degli italiani ritiene che la perdita del lavoro, o del reddito, sia un evento possibile che lo può riguardare nel prossimo anno”. E’ quanto emerge dal Secondo Rapporto Censis-Tendercapital sui Buoni Investimenti “La sostenibilità al tempo del primato della salute”. Per quanto riguarda il gender gap, tra uomini e donne ci sono 20 punti di differenza nel tasso di occupazione e, in questo periodo, il tasso di occupazione delle donne è diminuito quasi del doppio rispetto a quello degli uomini. Il 54% delle donne che lavorano dice che in questi mesi è aumentato lo stress e la fatica, mentre tra gli uomini sono il 39%.

Il rapporto evidenzia poi anche differenze generazionali: tutti i fenomeni di riduzione dell’occupazione colpiscono di più i giovani rispetto ai lavoratori adulti. Il gap generazione si è quindi ampliato. Differenze poi anche nell’accesso al web, con il 40% di famiglie a basso livello socioeconomico che non ha accesso alla rete, mentre tra le famiglie ad alto livello socioeconomico sono solo l’1,9%. Secondo il rapporto il quadro che emerge è chiaro: usciremo dalla pandemia con una società più diseguale, sia in termini di redditi e patrimoni, sia per quanto riguarda le altre differenze.

La sostenibilità sociale, anche per gli effetti della pandemia, è al vertice dell’agenda degli italiani, preoccupati per le difficoltà e i disagi riscontrati durante l’emergenza coronavirus. Secondo il rapporto, per il 65,1% degli italiani una società sostenibile, che rispetta i diritti delle persone, è la priorità del nostro tempo. A questo si aggiunge che, nel secondo trimestre 2020, il tasso di occupazione delle donne è pari al 48,4%, con una riduzione del 2,2% rispetto al 2019, mentre quello degli uomini arriva al 66,6% (-1,3%). Di fronte alle difficoltà riscontrate, secondo il rapporto, l’86,1% degli italiani è favorevole al protezionismo contro i prodotti di paesi che non rispettano le nostre regole sociali e sanitarie. Una percentuale che arriva all’88,3 tra le donne e all’89,2 tra chi risiede nel Nord Est.

L’82,1% degli italiani è inoltre favorevole a misure che impongono la permanenza in Italia di stabilimenti produttivi e imprese che producono beni e servizi strategici. “La sostenibilità sociale – si legge nel rapporto Censis-Tendercapital – non potrà essere solo compito dello Stato e della spesa pubblica, ma ci vorrà una finanza capace di trasferire risparmi verso investimenti attenti all’impatto sociale, così come ci vorranno imprese pronte a operare come una comunità, attente sia alla redditività sia alle conseguenze sociali della propria azione”.