La squadra di Juncker è di rigore

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di Gaetano Pedullà

Non è ancora iniziata e la festa è già finita. A illuderci più di tutti era stato Draghi, che sfidando il veto della Merkel è riuscito a infilare un po’ di liquidità nel sistema finanziario europeo, allentando quel rigore che sta strangolando famiglie e imprese. Pure la locomotiva tedesca d’altronde fatica a marciare e dunque un cambio di passo per liberare risorse e far ripartire l’economia ci stava. Ieri si aspettava solo la conferma, con l’indicazione della squadra del commissario europeo Jean-Claude Juncker. Cartina di tornasole era la casella strategica dell’economia, dove a fatica è approdato il francese Pierre Moscovici, per capirci una colomba in materia di vincoli e freni allo sviluppo. Subito accanto, però, il presidente gli ha messo il finlandese rigorista Jyrki Katainen, un signore che nel pieno della crisi dei conti pubblici in Grecia chiese il Partenone a garanzia dei prestiti europei. Dunque non aspettiamoci nulla da Bruxelles. E prepariamoci a pagare per i nostri peccati, a partire dal fiscal compact e dagli altri impegni che politici miopi ci hanno fatto a prendere. Dovremo svenarci e non avremo sconti. Fin quando con questo rigore ci moriremo.