La svolta europeista di Grillo sorprende pure gli europarlamentari. I 5 Stelle vanno con i liberali, ma sono spaccati

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Beppe Grillo continua a fare quel che vuole del Movimento 5 Stelle. Tanto che, a sorpresa, ha lanciato una proposta bomba senza alcun preavviso: unirsi all’Alde, i liberali, nell’Europarlamento, lasciando la destra dell’Efdd in cui è presente anche l’Ukip di Nigel Farage. Una svolta europeista inattesa, viste le posizioni del gruppo sicuramente distanti sull’euro e in generale sull’Ue. E alla fine ha ottenuto quel che voleva: “Hanno partecipato alla votazione 40.654 iscritti certificati. Ha votato per il passaggio all’ALDE il 78,5% dei votanti pari a 31.914 iscritti, 6.444 hanno votato per la permanenza nell’EFDD e 2.296 per confluire nei non iscritti”, ha comunicato Grillo sul proprio blog.

L’europarlamentare pentastellato, Marco Zanni, non ha fatto mistero di non saper nulla rispetto al cambio di posizione. “Apprendo dal blog di Beppe Grillo che si vota per decidere se confluire nel gruppo politico dell’Alde, rimanere nell’attuale gruppo Efdd o andare nei non iscritti. A chi me l’ha chiesto rispondo anche qui: io come eurodeputato del M5s non ne sapevo niente e come voi attivisti e non, ho appreso la notizia, con sorpresa e sconcerto, questa mattina”, ha scritto su Facebook. Quindi Zanni ha chiaramente detto di essere favorevole alla permanenza nel gruppo Efdd, perché “non si è sciolto e probabilmente potrà vivere fino alla fine di questa legislatura, nel 2019. Perciò da iscritto, contro il metodo utilizzato, che non ha nulla a che fare con democrazia diretta, e contro un gruppo come l’Alde che rappresenta il liberismo e l’eurismo più sfrenato, ho votato per la permanenza nel gruppo Efdd”.

Nemmeno l’ex componente del direttorio, il deputato Carlo Sibilia, ha manifestato apprezzamento per la mossa di Grillo. Tanto che ha invitato a bocciare la proposta: “Per completezza, si segnala che anche Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa (ALDE)” il gruppo più europeista e federalista esistente al PE, ha espresso una posizione unitaria, la quale tuttavia ha considerato i sette punti per l’Europa del M5S come “completamente incompatibili con la loro agenda pro-Europa” definendo il M5S ‘profondamente anti europeo’ e il suo programma ‘irrealistico e populista’. Quindi “Decidete se meglio soli (vi ricordo che il parlamento europeo non ha iniziativa legislativa, cioè, per intenderci i deputati non possono proporre leggi) o male accompagnati e un po’ ipocriti”, ha attaccato su Facebook il parlamentare. Una tesi che su molti commenti presenti sul blog è stata ripresa: c’è chi parla di “voltafaccia” e “tradimento” ai valori fondativi del Movimento.

Dagli avversari dei 5 Stelle è un coro unanime di derisione e attacchi. “Incredibile il voltafaccia europeista di Grillo! Per qualche poltrona in più a Bruxelles, i 5stelle abbandonano un gruppo euroscettico per entrare nell’Alde, il gruppo più favorevole all’Europa dell’euro, delle banche, delle lobby e dell’immigrazione”, ha evidenziato il leader della Lega, Matteo Salvini. La vicesegretaria del Partito democratico, Debora Serracchiani, è andata giù altrettanto dura: “Da Farage a Alde, da No a Si euro: Grillo mobilita le folle del web come Benito a piazza Venezia. Tutti applaudono decisioni già prese”. Affondi, comunque, prevedibili. Così l’aspetto più importante è che, nonostante la vittoria dei pro-Alde, i 5 Stelle sono usciti divisi dal voto sul posizionamento in Europa.