La tecnologia al servizio della Salute, i Cinque Stelle mettono gli esperti intorno a un tavolo. Colletti (M5S): “La legislazione concorrente Stato-Regioni crea disparità, il fascicolo sanitario elettronico può aiutare”

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Può l’innovazione tecnologica essere uno strumento utile a difesa e protezione della salute? A questa domanda hanno tentato di dare una risposta i relatori di un convegno organizzato alla Camera. Accanto a esponenti politici del M5S – dal ministro della Salute Giulia Grillo ai deputati Andrea Colletti e Giorgio Trizzino – sedevano attorno al tavolo i professori Vincenzo Romano Spica (Scienze della Salute-Università di Roma Foro Italico) Matteo Vitali e Ferdinando Romano, entrambi del dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza di Roma.

Se uno dei più grandi problemi che la sanità mondiale dovrà affrontare negli anni a venire è quella dei batteri resistenti e delle polveri sottili, una tecnologia italiana si propone come un ottimo alleato per sconfiggerli. Questo il senso ultimo della ricerca presentata al tavolo dai docenti. Si tratta di una nanotecnologia fotocatalitica, brevetto tutto italiano, capace di disgregare e mineralizzare sostanze organiche, inorganiche inquinanti e batteri. La peculiarità della tecnologia in questione è la sua efficacia antimicrobica ed antibatterica che stando alla sperimentazione effettuata in laboratorio e in ambiante ospedaliero dall’Università La Sapienza di Roma ha ottenuto ottimi risultati.

“I risultati presentati oggi rappresentano anche una positiva esperienza di incontro tra innovazione industriale e ricerca scientifica. L’obiettivo fondamentale che il gruppo di lavoro si è posto è stato, infatti, finalizzato all’applicazione dei materiali fotocatalitici nel prevenire la diffusione di microbi in ospedale, e poter contribuire al controllo del rischio biologico. Temi di grande attualità e rilevanza per la sanità pubblica”, dice Spica.

“L’utilizzo di tecnologie avanzate capaci di contrastare le sostanze nocive presenti nell’aria e nell’ambiente, come le polveri sottili, è oggi una realtà. In Italia i ricercatori ci sono e noi abbiamo l’obbligo di incrementare questo tipo di ricerca e tutte le altre”, ha detto Giorgio Trizzino, deputato del Movimento 5 Stelle in commissione Affari sociali alla Camera. “L’Italia – ha spiegato – è al quarto posto in una scala mondiale nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, dietro solo a Hong Kong, Singapore e Spagna. Sperimentare grandi e nuove tecnologie può consentire economie di scala e rappresentare una strategia vincente a lungo termine. La buona salute non è solo un diritto, ma anche un fattore decisivo per lo sviluppo economico e sociale del Paese”.

“Nel nuovo piano di prevenzione sanitaria nazionale ci sarà un focus su ambiente e salute con un approfondimento sul metodo”, ha annunciato Giulia Grillo. “Ogni Sin (sito di interesse nazionale) – ha spiegato- deve essere indagato diversamene rispetto agli altri sulla base dei dati epidemiologici. Purtroppo in alcuni casi il rischio si è concretizzato in un aumento di patologie oncologiche ben precise a carico dell’infanzia, proprio perché alcuni agenti inquinanti passano nel latte materno e poi determinano mutazioni genetiche nel Dna dei bambini, portando alla comparsa di alcune malattie oncologiche”. E allora “la tecnologia può essere di grande aiuto, laddove non siamo nelle condizioni di invertire le rotte specialmente su alcuni insediamenti industriali, su cui non è possibile tornare indietro”.

Il ministro ha raccontato che la settimana scorsa ha avuto una riunione con il gabinetto del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, con la direzione generale Prevenzione del ministero della Salute, e il professor Paolo Vineis, che si occupa proprio di prevenzione sui temi ambientali. “Ho voluto fare questa riunione – ha spiegato – perché vorrei cercare di dare un imprinting diverso al nuovo piano nazionale di Prevenzione, che sarà quinquennale” affinché abbia un focus sull’ambiente, perché nel vecchio piano il tema era solo molto accennato”. Salute e Ambiente sono stati “divisi da un referendum popolare, motivo per cui oggi abbiamo il grande problema di far dialogare i dipartimenti di prevenzione con le agenzie di protezione ambientale, per raggiungere degli obiettivi importanti di salute. Noi su questo stiamo lavorando”.

Ha chiuso i lavori del convegno il deputato Andrea Colletti, avvocato ed esperto di responsabilità medico sanitaria oltre che numero uno del Collegio d’Appello di Montecitorio. Il deputato M5S ha puntato il dito contro la frammentazione legislativa concorrente, nazionale e locale, in ambito sanitario di cui soffre l’Italia. “Tutto ciò – ha detto – provoca una forte disparità di efficienza, di costi ma soprattutto di ricadute sui cittadini”. Ma possiamo adottare migliori best practice, ha spronato. La tecnologia in questo senso può aiutare molto per esempio nell’adottare il “fascicolo sanitario elettronico, dove tutto è automatizzato”.