La via crucis Torino-Lione. Siamo già al quinto accordo. Nuova intesa ufficiale con la Francia per la Tav. E continua il balletto sul vero costo dell’opera

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di Francesco Bonazzi

E adesso fanno cinque. Martedì, a Venezia, Italia e Francia hanno firmato il quinto accordo intergovernativo che dà il via ai lavori della Torino-Lione. Un déjà vu, accompagnato dall’ormai consueto balletto sulle cifre. Adesso l’ultimo costo dell’opera previsto è di 8,3 miliardi, ma lo scorso agosto era pari a 12 miliardi di euro, e prima ancora era di 13 miliardi (2015), o anche di 9,9 miliardi (2012). Ora si annuncia che i cantieri della grande opera partiranno all’inizio del 2018, dopo che il protocollo firmato ieri da Matteo Renzi e Francois Hollande sarà stato approvato dai rispettivi parlamenti. E l’inaugurazione della linea ferroviaria merci ci dicono che sarà nel 2028. “La vedrà Renzi che è giovane”, ha detto Hollande. E tra 12 anni chissà quanto sarà costata veramente e se servirà davvero, visto che una linea Torino-Lione esiste già ed è tutt’altro che satura.

MISTERI – Nel comunicato congiunto, emesso martedì dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e dal suo omologo Alain Vidalies, si parla curiosamente di “linea ferroviaria” Torino-Lione. La dizione “alta velocità” è sparita, ma pare che sia una semplice dimenticanza. E non è legata al fatto che l’opera procede a scarsa velocità. Anche da parte francese emerge che saranno spesi 8,3 miliardi, più o meno la stessa cifra ipotizzata a inizio 2012. Ma lo scorso 8 agosto, le previsioni della Ltf (il gestore italo-francese dell’opera) erano state corrette da Rfi-Fs, che nel contratto di programma con il ministero delle Infrastrutture aveva messo nero su bianco 12 miliardi. Dopo una furiosa polemica tra No Tav e Sì Tav, con il senatore piddino Stefano Esposito che minacciò quasi di passare sul fronte dei contrari, il governo fece sapere che 12 era un numero sovrastimato. E si è ricominciato a non fare. Visto che siamo ancora ai carotaggi e ai sondaggi in Val di Susa e, nell’ultimo ventennio, la principale preoccupazione dello Stato è stata quella di rendere inoffensivi i No Tav, specialmente per via giudiziaria. Ma la confusione sul raddoppio della Torino-Lione è tanta.

LA TORTA – Al momento sembra chiaro che il 40% dei 57 chilometri dell’opera sarà finanziata dall’Ue, mentre il 60% restante sarà coperto per il 42,1% dalla Francia e per il 57,9% dall’Italia. Il totale, si diceva, farebbe 8,3 miliardi. Ma se si torna indietro al 2012 la spesa ufficialmente prevista era di 9,9 miliardi di euro, a seguito di una serie di meccanismi di adeguamento automatico del costo dei lavori nel tempo. Solo nel 2028, quando i lavori saranno terminati, si scoprirà quante e quali clausole di adeguamento automatico saranno scattate. Ma intanto non si può che sorridere di questo ennesimo trionfale annuncio di Roma e Parigi, per un’opera che hanno ufficialmente varato nel lontano gennaio 20 del 2001, per poi firmare sempre nuovi accordi nel 2011, nel 2012, nel 2015 e l’altroieri. Fino al prossimo “protocollo”.