La Von der Leyen definisce i Coronabond uno slogan. Poi chiarisce al telefono con Conte: “Non è esclusa alcuna opzione entro i limiti del trattato”

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La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un’intervista alla Dpa, ha affermato che nella crisi del Coronavirus Bruxelles non pianificherà l’emissione di bond propri sui debiti, aggiungendo che la parola Coronabond “è uno slogan, dietro c’è una questione di garanzie”. Immediata la reazione del premier Giuseppe Conte che durante la conferenza stampa di ieri sera ha avvertito Bruxelles: “L’Europa sia all’altezza, le proposte le farà l’Eurogruppo, non la presidente”.

Parla di parole sbagliate, sempre a proposito dei Coronabond, anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Poi dalla Commissione Ue, dopo una telefonata tra la stessa presidente e il premier Conte, arriva il chiarimento: “In questo momento, la Presidenza non esclude alcuna opzione entro i limiti del trattato”.  “Prendiamo atto del chiarimento – ha poi commentato ancora Gualtieri – fornito dalla Presidente della Commissione europea Von Der Leyen rispetto alle parole sbagliate sui Coronabond. Ora la Commissione lavori davvero a tutte le opzioni possibili, nessuna esclusa. Non c’è tempo da perdere”.

“Come primo passo – ha poi riferito la presidente della Commissione Ue in una nota – stiamo lavorando a una piena flessibilità dei fondi esistenti, come i fondi strutturali. Ciò fornirà supporto immediato. Per garantire il recupero, la Commissione proporrà modifiche alla proposta del Mff che consentiranno di affrontare le conseguenze della crisi coronavirus”.

“Il Consiglio europeo – aggiunge Von Der Leyen – ha incaricato l’Eurogruppo di presentare proposte entro le prossime settimane. La Commissione parteciperà a tali discussioni e sarà pronta a fornire assistenza, se sostenuta dall’Eurogruppo. Ciò è necessario poiché lo spazio fiscale per i nuovi strumenti è limitato, poiché siamo nell’ultimo anno del Mff (bilancio Ue pluriennale). Parallelamente, la Commissione sta lavorando a proposte per la fase di recupero nell’ambito dei trattati esistenti”.