L’addio di Fitto può costare fino a un milione di euro per le casse di Forza Italia. La creazione del gruppo “Conservatori e riformisti” toglie entrate al partito azzurro

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L’addio di Raffaele Fitto a Forza Italia rischia di fare molto male a Silvio Berlusconi. Non tanto per l’indebolimento del partito da un punto di vista politico, ma per le casse già al verde degli azzurri. Costituendo un gruppo autonomo, “Conservatori e riformisti”, che vedrebbe l’addio di 14 fittiani che in soldoni valgono tra i 350 e i 900 mila euro. Perché ogni deputato che aderisce ad un gruppo porta in dote 49 mila euro l’anno, cifra che si dimezza con l’iscrizione a una “componente” del Misto, come previsto dai criteri di ripartizione decisi dall’Ufficio di presidenza di Montecitorio (circa 24mila euro). Già al Senato gli addii dopo le regionali a Fi hanno fatto venire meno 590 mila euro per le spese del partito.

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