L’Ala vola con i sottosegretari. Pronte quattro poltrone per Verdini: ecco chi entrerà nel Governo dopo il Sì di Denis a Mps

di Alessia Vincenti
Politica

Per fare la lista dei ministri è bastato poco, grazie a un copia e incolla della squadra di Matteo Renzi. Ma per quanto riguarda i sottosegretari, la situazione è più complicata. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sta infatti procedendo a rilento con la distribuzioni degli incarichi necessari al completamento del suo Governo. Eppure lo schema è lo stesso: molte conferme e qualche piccolo aggiustamento. Allora perché tanta lentezza? Palazzo Chigi deve mantenere l’equilibrio nella maggioranza. E in particolare vorrebbe ricucire lo strappo con Alleanza liberalpopolare-Autonomie (Ala) per rafforzare i traballanti numeri al Senato.

Occhi su Ala – Il voto in Parlamento sulla norma per salvare il Monte dei Paschi di Siena ha dato un’indicazione utile: al momento del bisogno Denis Verdini è pronto a tendere una mano. Il “sì” di Ala alla risoluzione del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, è arrivato in un momento particolare: a poche ore dalla decisione definitiva sull’assegnazione delle poltrone, sempre molto ambite, di viceministri e sottosegretari. Anche se, nel caso specifico, l’attenzione si concentra sulle deleghe. Subito dopo il mancato ingresso nel Governo, Ala aveva annunciato l’indisponibilità a trattare con le parole del senatore, Vincenzo D’Anna: “Ci hanno offerto posti di sottogoverno, sottosegretari e viceministri. Ma diciamo No. Noi badiamo al nostro decoro politico. Vogliamo pari dignità con le altre componenti”. Ma, sbollita la rabbia del momento, ci sono stati contatti per raggiungere un accordo. Palazzo Chigi è disponibile a mettere sul piatto ben quattro incarichi, partendo dalla conferma di Enrico Zanetti come viceministro. Gli altri nomi in rampa di lancio sono Saverio Romano, ex ministro delle Politiche agricole dove potrebbe rientrare al fianco di Maurizio Martina, l’olimpionica Valentina Vezzali, a cui calzerebbe a pennello la poltrona di sottosegretario allo Sport guidato da Luca Lotti, e Giuseppe Galati, possibile sottosegretario alla Coesione territoriale e del Mezzogiorno. Ma non è escluso che il numero salga a cinque e in quel caso si aprirebbe la gara in Ala per strappare la nomina. Comunque non è detto che Verdini accetti l’offerta: tutto è ancora in fase di valutazione. Ala, come ammoniva D’Anna, puntava a un ministero.

Niente minoranza – Un’altra partita aperta riguarda la sinistra del Pd. Pier Luigi Bersani ha fatto capire che difficile la minoranza dem possa essere coinvolta nella squadra di Governo, almeno con i suoi esponenti di maggiore spicco. E non va dimenticato un altro aspetto: Dario Stefano, eletto con Sinistra italiana ma che ha votato la fiducia, è tra i papabili nuovi sottosegretari. Ma in quel caso dovrebbe lasciare la presidenza della giunta per le immunità, che spetta di diritto alle opposizioni. Un suo balzo nella compagine dell’Esecutivo non potrebbe lasciare le cose intatte.