L’Aler affonda nell’inefficienza. Ma i manager vengono premiati

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di Alessandro Barcella

Già superpagati, con stipendi annui tra i 90 e i 190mila euro. E ora, senza che si faccia una seria considerazione sui risultati di gestione dell’Ente, anche lautamente premiati. Parliamo dei vertici di Aler Milano, l’azienda lombarda di edilizia residenziale che gestisce il patrimonio delle case popolari milanesi. Sono giorni importanti questi, ma forse non tanto per il progetto regionale di riordino complessivo e di accorpamento delle aler lombarde. Importanti perché attorno al 27 del mese comincerà ad arrivare la prima tranche di quei “premi di produttività” che stanno generando più di un malumore all’interno delle sedi.

PIOGGIA DI SOLDI PUBBLICI
I numeri parlano chiaro: al Direttore Generale e ai 16 dirigenti andrà un totale di 350mila euro. Trentamila al solo D.G. Domenico Ippolito, che già ne percepisce 190mila all’anno. I restanti dirigenti, quadri con stipendio annuo variabile dai 90 ai 130mila euro, si divideranno una media di 20.588 euro l’uno. Ce n’è e in abbondanza anche per i restanti quadri, 85 funzionari per i quali arriveranno 340mila euro totali (una media più modesta di 4000 euro, ma pur sempre “importante”). E per il corpo impiegatizio, quei quasi 1100 dipendenti operativi delle sedi di Milano e provincia ? Briciole ci verrebbe da dire: per loro, che non arrivano a portare a casa 20mila euro annui, si parla di un premio entro i 400-500 euro.
Un premio che viene erogato sulla base di un punteggio percentuale dato dal quadro responsabile, ci spiegano discretamente alcuni dipendenti, che tuttavia appare poco equo: “Il punto contestato è la scarsa equità di distribuzione perché i 20mila euro sono dati a chi già prende molto”, spiegano. Oneri e onori, potrebbe dire qualcuno. Un ragionamento non del tutto sbagliato, obiettiamo noi, che però deve prendere le mosse dall’analisi dei risultati complessivi dell’Ente.

L’EMERGENZA CASA
I dati sono quelli dell’esercizio 2012, relativi al patrimonio di proprietà e in gestione esclusiva di Aler Milano. Sono 59.199 gli immobili, il 3.94 % dei quali in mano ad occupanti abusivi. Di questi alloggi poi 5.117 risultano ancora sfitti, 3774 dei quali (l’8.64%) in quanto non ristrutturati. La causa della mancata ristrutturazione? L’assenza di adeguate risorse finanziarie. Aler Milano riesce ad assegnare al momento una media di 800/1100 alloggi ogni anno, a fronte di una domanda idonea che è però drammaticamente più elevata: 21.772 richieste.
I dirigenti intanto, con il beneplacito di Regione e Comune, si dividono gratifiche avulse dal contesto generale, in un bilancio che nel 2012 ha visto destinare quasi 49 milioni di euro alla voce stipendi (oltre 10 milioni dei quali per remunerare 100 persone tra direttore generale, dirigenti e quadri di livello Q1 e Q2). L’accordo sui premi, sottoscritto con il consenso di Cgil, Cisl e Uil, ha stanziato un budget complessivo di 1,5 milioni di euro. Di questi 1,230 milioni sono relativi a valutazione individuale e premi per obiettivi (questi ultimi destinati ai soli livelli Q e A), mentre i restanti 270mila sono legati a redditività aziendale.

DALL’ALER ALL’ALPE
Sproporzioni con le quali, crediamo, occorrerà confrontarsi rispetto alla riorganizzazione delle aler lombarde, approvata tra le polemiche nei giorni scorsi. Si chiamerà “Alpe” il nuovo organismo deciso dalla Giunta della Regione Lombardia, che ha di fatto cancellato le attuali 13 agenzie e i rispettivi 13 C.d.A. sostituiti da un unico organismo.
Sicuramente un bel taglio deciso alla pletora di consigli di amministrazione ed emolumenti faraonici (si parla di 8 poltrone rispetto alle attuali 169), con una fase di transizione gestita da alcuni commissari. Non della stessa idea sono tuttavia i sindacati, per i quali la creazione di un’unica aler regionale è una scelta, sbagliata che non risolve i problemi degli inquilini e dei lavoratori. “Crediamo sia necessaria una riduzione delle attuali Aler in Regione Lombardia, ma accanto alla creazione di una Agenzia Regionale dell’area metropolitana milanese”, spiegano le organizzazioni sindacali. In Aler, nel frattempo, c’è chi aspetta con ansia il proprio meritato premio.

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